Veneto_-_Andrea_Zanoni

Il Veneto zona franca per cacciatori, dal grilletto troppo facile e che causano fin troppe stragi, non solo di animali. “Da settembre fino al 29 novembre ci sono stati 21 morti”.

Lo denuncia il consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni, che punta il dito sull’atteggiamento troppo accondiscendete della Regione nei confronti dei cacciatori: “ In Veneto si continua a sparare troppo, anche al di fuori degli orari e dei periodi caccia – continua – E’ un Far West con 21 mila persone autorizzate a impugnare la doppietta, anche di notte. Sono troppe”.

Punta il dito contro la giunta veneta, in particolare all’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan in merito ad una interrogazione dello scorso agosto su alcuni cartelli stradali crivellati da proiettili.”Nelle nostre campagna circolano non solo i 45 mila cacciatori nei giorni e luoghi stabiliti, ma ci sono altri 21.397 soggetti, autorizzati a sparare anche di notte anche fuori stagione ed anche in aree dove l’attività venatoria e vietata”.

Chi spara in deroga
Tra le oltre 21 mila persone autorizzate a sparare in deroga, il consigliere del pd denuncia che 9.031 sparano ai cinghiali, 6.670 alla volpe e 5.696 alla nutria. “Un vero e proprio esercito a carico dei contribuenti, visto che solo per le nutrie sono stati spesi 350 mila euro in due anni, 100 mila solo nel 2017 – continua Zanoni – Discorso analogo vale per i cinghiali: ci sono stati figuri incoscienti protagonisti del ripopolamento selvaggio, con danni agli agricoltori pagati dalla collettività”
Vicenza è al primo posto con  8.148 dei 21 mila in deroga.

La crudeltà ha il colpo in canna
“Si tratta di pratiche barbare e cruente, come nel caso dei cinghiali, perché sparano senza pietà anche alle mamme che allattano i cuccioli, che poi muoiono di inedia o per predazione. Credo che il fenomeno debba essere valutato attentamente e seriamente – lancia un allarme il consigliere – Adottando provvedimenti per ridimensionarlo prima che sia troppo tardi”.

Di caccia si muore
“Soprattutto durante le battute al cinghiale, che possono tranquillamente uccidere una persona – continua nella sua denuncia -Possibilità che aumentano se si consente a migliaia di persone di sparare anche al buio”.
L’associazione ‘Vittime della caccia’ ha reso i dati dell’ultima stagione venatoria, da settembre a novembre: 62 vittime. Tra queste 21 morti, sette dei quali non erano cacciatori e 41 feriti.

P.V.

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