mufloni sbranati dai lupi gen 2018

Continua la strage di animali selvatici nell’altopiano di Asiago causata dai lupi, favoriti dalla neve caduta in questi giorni abbondantemente. Domenica notte la triste sorte è toccata a tre mufloni, letteralmente sbranati dai predatori, i cui macabri resti sono stati trovati ieri mattina da un gruppo di cacciatori.

I mufloni solo alcuni giorni fa erano stati avvistati e fotografati mentre pascolavano in branco. La neve ha certamente aiutato i lupi a catturarli, in quanto gli animali predati si muovono più lentamente e non riescono a scappare.

Ma non solo l’Altopiano è zona rossa per tutti quegli animali che vi hanno trovato un’oasi ideale per vivere e riprodursi, adesso è paura anche in Friuli Venezia Giulia, altra zona ricca di animali selvatici nella quali i lupi potrebbero trovare un habitat ricco di prede, ed aumentare notevolmente la popolazione.

I cacciatori hanno spiegato che la strage di mufloni ‘è una scena che si ripete di giorno in giorno, un vero bollettino di guerra per la fauna selvatica, minata da un branco di lupi incontrollato che imperversa’. Dello stesso parere è il presidente della Federcaccia del Friuli Venezia Giulia, Paolo Viezzi: ‘Stanno davvero distruggendo tutta la fauna ungulata. Negli ultimi tempi c’è stata una autentica strage anche di lepri. Con la neve i lupi nella notte fanno razzia. Qualcuno deve intervenire perché qui si stanno popolando solo i lupi. E’ un problema che è sottovalutato, perchè noi cacciatori siamo qui proprio per salvaguardare la fauna del nostro territorio’.

Federcaccia di appella alla Regione per poter mantenere quello che considera un doveroso equilibrio tra le varie specie che popolano le nostre montagne. ‘Ora c’è un branco incontrollato di lupi – spiega ancora Viezzi – che arriva dal centro Italia che sta imperversando nel Nordest. Stanno facendo razzia quotidiana tra le montagne venete e ora si stanno spostando anche in Friuli Venezia Giulia. Chiediamo alle autorità di intervenire per salvaguardare la fauna selvatica’.

 

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