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Se ancora non lo aveva capito, con la tappa thienese il segretario del Pd ha percepito ancora di più la rabbia, la disperazione, quel senso di frustrazione di coloro che lui stesso ha  definito le vittime della più grande truffa italiana, messa in atto dai dirigenti veneti con la complicità di chi avrebbe dovuto sorvegliare il loro operato.

L’arrivo di Renzi a Thiene ha scaldato gli animi più nell’attesa, che durante il confronto così non scontato in partenza, di Matteo Renzi con le vittime di Banca popolare di Vicenza.

Arrivato in anticipo sulla tabella di marcia all’Estel di Thiene, ha colto di sorpresa il suo entourage imboccando i cancelli dell’azienda, anziché la porta d’ingresso, andando incontro al capannello di manifestanti.

“Rivogliamo i nostri soldi”, tanta disperazione oltre la rabbia, ribadita in continuazione dagli ex risparmiatori della popolare di Vicenza, che Renzi rimanda ai vertici della banca: “In questo territorio non sono stato io a dormire – ha esordito – Le schifezze della banca non le ho fatte io, le ha fatte chi in cambio di un mutuo, o di un voto, vi proponeva azioni ”.

“Dove sono i vostri banchieri che, senza alcuna vigilanza di Consob e Bankitalia, hanno fatto i maneggi? –  ha continuato il segretario del Pd, rivolgendosi ad un padre di famiglia, con figlio disabile che lo aspetta a casa e che ha perso i risparmi di 40 anni di lavoro.
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Ha tentato di  addentrarsi nei meandri delle riforme europee Renzi, ma i manifestanti lo hanno ripigliato subito, ribadendo incessantemente “Ridateci i nostri soldi”, trovando in risposta: “Sto portando avanti un fondo per il risarcimento delle vittime truffate dal risparmio, chiesta in questa legge di bilancio”.

Un confronto durato poco più di mezz’ora, svolto in un clima non teso come le premesse facevano presupporre, seppure cadenzato dalle grida di rabbia di chi, con l’onta di Zonin, si trova  un presente distrutto, dopo una vita di sudore e lavoro. E alla fine, Renzi ha persino strappato l’applauso di qualcuno, che gli ha detto anche ‘bravo’.

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Attimi di tensione, durante l’attesa dell’ex Premier italiano si sono vissuti quando i manifestanti (c’erano anche i ‘no vax’) , se la sono presa con i carabinieri in servizio di ordine pubblico. ‘Dovreste stare dalla nostra parte’ – ha urlato qualche persona presa dal clima di protesta non capendo che aveva a che fare con ‘servitori dello Stato’.

La visita di Renzi è poi proseguita all’interno dell’azienda Estel, accolto dai vertici  con Alberto e Andrea Stella a fare gli onori di casa.
Un tour tra gli uffici e gli stabilimenti aziendali, del noto brand d’arredamento, assieme alla deputata Daniela Sbrollini, oltre a Alessandra Moretti e al sindaco di Thiene Gianni Casarotto.

Paola Viero

 

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