Inceneritore Schio

26 anni sono tanti. Troppi, secondo il Movimento 5 Stelle di Schio, per la seconda linea dell’inceneritore di Ca’ Capretta per la quale, a differenza della linea 1 rimessa a nuovo dopo 24 anni, non si prevede traccia di ristrutturazione in quanto Ava non ha ancora presentato nessun progetto. Va chiusa quindi, senza perdere ulteriore tempo.

Per riportare l’attenzione su uno dei temi cari al gruppo pentastellato, il consigliere Marco Vantin ha presentato al sindaco Valter Orsi e alla giunta comunale una mozione nella quale richiama alle vecchie promesse.

“Visto l’impegno preso dal sindaco di Schio con una mozione presentata dalla maggioranza ad inizio settembre 2014, chiediamo di continuare in quella direzione che prevede il ridimensionamento dell’impianto”, ha precisato Vantin.

La mozione sarà discussa al prossimo consiglio comunale, in programma per il 24 luglio e punta a coinvolgere tutti i trentuno comuni comproprietari della società partecipata Alto Vicentino Ambiente, incaricata dei servizi ambientali e della gestione dei rifiuti.

“Di fatto – ha spiegato Marco Vantin – l’impianto nato nel 1983 per servire i comuni soci, sarebbe più che sufficiente per servire le loro necessità anche senza seconda linea. Il termovalorizzatore è costituito da 3 linee. La linea 1, in esercizio dal 1983, aveva una potenzialità di 36 t/g di rifiuto, ma dopo la ristrutturazione del 2016 ha aumentato la sua capacità a 72 t/g. La linea 2, in esercizio dal 1991, ha una potenzialità di 60 t/g di rifiuto e la linea 3, in esercizio dal 2003, ha invece una potenzialità di 100 t/g di rifiuto. L’impianto può arrivare a bruciare sommando la potenzialità delle 3 linee circa 85.000 t/anno, di fatto nel 2016 ha bruciato 82.985 tonnellate e i comuni soci nel 2016 hanno conferito all’impianto un totale di 21.313 tonnellate, quindi il 25,68% del rifiuto bruciato dall’impianto. Il comune di Schio ha conferito 4.655 tonnellate quindi il 5,61% del totale bruciato. La Linea 1, entrata in funzione nel 1983, è stata completamente rifatta nel 2015 ed è rientrata in funzione nel 2016. Nel ‘piano regionale rifiuti’ del Veneto, per la raccolta differenziata viene dato l’obiettivo di raggiungere una quota del 76% entro il 2020 e se i trentuno comuni soci raggiungessero l’obiettivo del 76%, conferirebbero circa 15.300 t/anno e quindi, anche se proprietari al 100% dell’impianto, andrebbero ad utilizzarlo solo per il 18% del rifiuto bruciato. La Linea 2 ha già 26 anni – ha continuato i consigliere pentastellato – Se Paragoniamo l’iter del suo rifacimento a quello della Linea 1, si sarebbe dovuti intervenire già nel 2015. Se la Linea 2 venisse dismessa, le 2 linee restanti garantirebbero una potenzialità di 63.000 t/anno, ben al di sopra del rifiuto prodotto dai 31 comuni soci e già comunque all’altezza di sopperire alla necessità del Bacino Rifiuti Vicenza, visto anche l’obiettivo regionale del 76% per il 2020”.

Vantin però non si ferma qui e tira in ballo anche statuti e documenti per ricordare l’importanza di mettere il buon senso davanti al calcolo economico.

“Nello statuto di Ava c’è scritto nero su bianco che ‘La società è in ogni caso vincolata a svolgere la parte più importante della propria attività con i soci ovvero con le collettività rappresentate dai soci e nel territorio di riferimento dei soci medesimi’ – ha sottolineato il consigliere –  E nel codice etico di Ava si sottolinea dice “In particolare, la Società presta attenzione ai seguenti aspetti: continuo impegno per la riduzione dell’impatto sull’ambiente’. Inoltre, nella delibera comunale 66 del 2014 si dà mandato al sindaco di ‘fare tutto il necessario perché si limiti progressivamente nel tempo la politica dell’incenerimento della risorsa rifiuto, supportando un piano di gestione alternativo e quindi di riconversione, parziale o totale, dell’impianto di Ca’ Capretta’. Per questo – ha concluso Marco Vantin – chiediamo a sindaco e giunta di chiedere al presidente di Ava di presentare un piano industriale che preveda la dismissione della linea 2 del termovalorizzatore di Schio entro il 31/12/2017 e che venga discusso e deciso in merito entro il 30/06/2018. Auspico anche che tutti i sindaci sottoscrivano la richiesta e che venga organizzata una serata informativa con la partecipazione del presidente di Ava durante la quale si spieghi ai cittadini di Schio nel dettaglio la provenienza, la quantità e la tipologia del rifiuto trattato dall’inceneritore”.

A.B.

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