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“L’Austria vuole chiudere la rotta mediterranea ed è pronta a sbarrare il Brennero in poche ore; mezza Europa ha già alzato muri e steso reticolati mentre le cosiddette Istituzioni Europee brancolano nel buio più assoluto, i balbettii italiani in Europa continuano senza raggiungere uno straccio di obbiettivo concreto. E’ arrivato il momento di dire basta. Di dire o tutti o nessuno”.

Lo rileva il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, definendosi “sempre più preoccupato” dell’evoluzione nazionale e internazionale della questione immigrati.

“Solo nel Veneto,  – svela Zaia citando un inedito report stilato dagli uffici regionali il 18 aprile sulla base dei dati che affluiscono dal Viminale tramite le Prefetture – siamo già a 34 mila 262 arrivati e i flussi non si fermano. Dal 6 al 18 aprile abbiamo registrato altri 450 arrivi mentre, dopo le parole, i punti neri di Bagnoli, Cona e della ex caserma Serena di Treviso sono rimasti tali, con concentrazioni indegne, per gli immigrati e per i residenti”.

Immigrazione: Zaia, ribadito ad Alfano no altri profughiIl Report del Veneto indica 13.090 immigrati presenti (dei quali 579 in regìme di Sprar) su 34.262 arrivati. “21.172 persone hanno fatto perdere le loro tracce – fa notare Zaia – il che vuol dire che i fantasmi si avvicinano ad essere il doppio dei realmente presenti. Un segnale evidente che il caos continua a regnare”.

Tra le province, spiccano per concentrazione d’immigrati Padova (2.531 presenti pari al 18,97% della popolazione); Verona (2.511 presenti pari al 18,54% della popolazione); Treviso (2.299 presenti pari al 18,05% della popolazione). Con 2.216 presenti, Vicenza tocca il 17,69% della popolazione ed è seguita da Venezia con 2.276 presenti pari al 17,44% della popolazione. Rovigo con 702 presenti e Belluno con 555, toccano rispettivamente il 4,99% e il 4,32% della loro popolazione.

“In molte altre Regioni non va meglio – attacca Zaia – mentre l’Europa si chiude sempre più a riccio, nel suo razzismo reale alternato a solidarismo di sola facciata – conclude il Governatore del Veneto – e per questo è arrivato il momento di dire forte e chiaro a questa torre di babele con sede a Bruxelles che l’Italia è allo stremo e che non è più disposta a fare l’agnello sacrificale. E’ ora di dire: o tutti o nessuno. E se anche uno solo si tira indietro, adesso ha diritto di farlo anche l’Italia, che ha un dovere verso i suoi cittadini”.

 

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