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“You don’t need a weatherman” , non ti serve l’uomo delle previsioni meteo cantava negli anni ’60 Bob Dylan. Ma in realtà, quello che non ci serve è il “terrorista meteo”.
Una figura sempre più diffusa che interpreta il tempo (già, quello che una volta era argomento di discussione per chi non aveva nulla da dire e che era affidato ai morigerati colonnelli dell’aeronautica) oggi in maniera “militare”,
Così, adesso, un temporale è una “bomba d’acqua”, l’arrivo del freddo è “un crollo climatico”, l’Italia è sempre più “spaccata in due” ben oltre la gramsciana “questione meridionale”. Passando per i nomi inquietanti delle perturbazioni da “Caronte” a “Lucifero”.

E poi il rapido andare dalla “morsa del caldo” a quella del gelo, dall’estate più calda degli ultimi 160 anni all’inverno più rigido degli ultimi 70. Ovviamente saltando autunno e primavera, poiché si sa, non esistono più le mezze stagioni e le temperature non sono più come una volta. Oggi valgono quelle percepite.
A contribuire a questo clima (non quello meteo) centinaia di siti internet e di applicazioni per telefonini che quotidianamente devono attirare l’attenzione e indirizzare la scelta.
Così, dai prossimi giorni, la Sicilia si prepara ad affrontare un uragano.
Proprio così, lo scrivono siti meteo e quelli di informazione aggiungendo che si scateneranno trombe d’aria e grandinate.
Ed allora il pensiero non può che correre ai cittadini degli Usa o dei Caraibi che si preparano a questi eventi sigillando porte e finestre con assi di legno.
Magari, poi, la Protezione Civile ci aggiungerà un allerta arancione e le scuole chiuderanno (chissà perché non iniziano anche ad evacuare le città).
Alla fine, invece, si scopre che l’uragano (nonostante tecnicamente si possa chiamare così) non è Katrina, ma un modesto vento da 70 km/h (si chiama ciclone mediterraneo), che nevicherà sull’Etna, che ci saranno mareggiate, che qualche tombino salterà, che potrà allagarsi qualche strada.
Ed all’improvviso ci renderemo conto che siamo a metà novembre. Che l’anomalia è la gente in spiaggia a fine ottobre e che i meteoterroristi stanno “scatenando l’inverno”.

Sergio Granata ( la foto utilizzata per questo articolo serve solo ad attirare l’attenzione come quelle dei meteo terroristi)

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