Una lettera anonima, minacce rivolte non solo a lui ma anche ai figli e ai nipoti, con l’invito a ritirarsi dalla corsa elettorale ‘pena ritorsioni’. A Cogollo del Cengio il clima della campagna elettorale si fa inquietante. A denunciare quanto accaduto è stato lo stesso Gildo Capovilla, candidato sindaco alle amministrative del 24 e 25 maggio, con un messaggio affidato ai social. Sul fatto, ora, sono al lavoro i carabinieri.

“Ieri mi è stata recapitata una lettera anonima di minacce personali e nei confronti dei miei figli e dei miei nipoti invitandomi a rinunciare alla candidatura da sindaco pena ritorsioni a me e a tutti i miei famigliari compresi i bambini se non faccio questo. Sono indignato e profondamente amareggiato”, ha scritto Capovilla. Parole pesanti come macigni, che raccontano uno scenario che nessuno avrebbe voluto vedere in una piccola comunità chiamata tra pochi giorni a scegliere il nuovo sindaco.
Un episodio che scuote profondamente Cogollo del Cengio proprio mentre la campagna elettorale entra nelle sue ore decisive. Il voto del 24 e 25 maggio avrebbe dovuto rappresentare un momento di confronto democratico tra idee e programmi. Invece, la vicenda delle minacce rischia ora di gettare un’ombra pesante sul clima politico del paese. Adesso saranno le indagini delle forze dell’ordine a cercare di risalire all’autore della lettera anonima.
di Redazione AltovicentinOnline