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Da oltre 70 anni in prima linea. Il Soccorso Alpino di Arsiero: 44 interventi nel 2025

La montagna chiama 44 volte: da oltre 70 anni il Soccorso Alpino risponde. Sicurezza, volontariato e nuovo Piano Intercomunale: l’Alto Astico rafforza la rete delle emergenze. Quarantaquattro chiamate ricevute nel 2025. Dietro ogni allarme una corsa contro il tempo, spesso in condizioni difficili, tra montagne che sanno essere meravigliose ma anche insidiose. E’ questo il bilancio del soccorso alpino della stazione di Arsiero che da oltre 70 anni  è punto di riferimento per la sicurezza dell’Alto Astico e della Valdastico.

Trentaquattro emergenze sanitarie e dieci ricerche
I dati  parlano chiaro: dei 44 interventi effettuati quest’anno, ben 34 hanno riguardato emergenze sanitarie, mentre 10 sono stati interventi di ricerca di persone disperse o in difficoltà. A rispondere alle richieste di aiuto sono stati 33 soccorritori volontari, tra cui un medico e due infermieri, operativi ventiquattro ore su ventiquattro. Un lavoro svolto in stretta collaborazione con Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e Aeronautica Militare. Numeri che testimoniano come la richiesta di soccorso in montagna sia una realtà costante e non episodica. I 44 interventi effettuati nel 2025 raccontano molto più di una semplice statistica. Raccontano una rete di donne e uomini che, spesso lontano dai riflettori, garantiscono una presenza costante sul territorio. Una sicurezza che non nasce nell’emergenza, ma viene costruita ogni giorno attraverso formazione, pianificazione e collaborazione. Perché quando arriva la chiamata, qualcuno sia già pronto a rispondere.

Quando l’allarme suona non c’è tempo da perdere
In montagna l’emergenza non concede seconde possibilità. Può arrivare all’improvviso, con una richiesta di soccorso lungo un sentiero, una persona dispersa nei boschi o un evento naturale che mette in difficoltà intere comunità. In quei momenti la differenza la fanno l’organizzazione, la preparazione e la capacità di lavorare insieme. È proprio su questi principi che l’Alto Astico ha costruito negli anni il proprio sistema di Protezione Civile, oggi rafforzato dall’approvazione del nuovo Piano Intercomunale e dal rinnovo delle convenzioni con le associazioni di volontariato che operano sul territorio.

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Nasce il nuovo Piano Intercomunale
Nel febbraio 2025 è stato approvato il nuovo Piano Intercomunale di Protezione Civile e l’aggiornamento, a novembre 2025, delle convenzioni con i Comuni aderenti. L’Amministrazione Provinciale di Vicenza, nel proprio Piano Provinciale di Emergenza, ha inserito i Comuni di Arsiero, Cogollo del Cengio, Laghi, Lastebasse, Pedemonte, Posina, Tonezza del Cimone, Valdastico e Velo d’Astico nell’Ambito Territoriale Omogeneo n. 3, riconoscendone l’omogeneità geografica e la necessità di una gestione coordinata. Dal 2016 diversi Comuni hanno delegato all’Unione Montana la funzione fondamentale di pianificazione di protezione civile e coordinamento dei primi soccorsi, con un percorso che si è progressivamente esteso fino al consolidamento attuale. Il nuovo Piano Intercomunale, valido per i Comuni di Arsiero, Laghi, Lastebasse, Pedemonte, Tonezza del Cimone e Velo d’Astico, è stato aggiornato sulla base delle osservazioni della Commissione Tecnica Provinciale: uno strumento operativo che definisce procedure, responsabilità e modalità di intervento, garantendo una risposta coordinata e tempestiva.

Il valore dei volontari
Dietro i numeri ci sono soprattutto persone. La Protezione Civile di Arsiero, il Gruppo Volontari Antincendio e Protezione Civile di Cogollo del Cengio, la Protezione Civile Alto Astico, il Comitato Volontario di Protezione Civile di Tonezza del Cimone e il Soccorso Alpino rappresentano il cuore operativo del sistema. A loro si aggiunge il Gruppo di Volontariato dell’Associazione Nazionale Carabinieri ‘Alto Astico e Posina’, nato nel 2010 e oggi composto da una ventina di volontari impegnati nel monitoraggio del territorio, nel supporto alle manifestazioni e nell’assistenza alle persone più fragili.

“La montagna trova sempre qualcuno che risponde”
“Quando in montagna suona l’allarme, non c’è tempo per costruire la collaborazione: o esiste già o è troppo tardi-sottolinea il presidente dell’Unione Montana Alto Astico, Marco Lorenzato-Per questo abbiamo investito anni nel mettere a sistema Comuni, Unione, Soccorso Alpino, gruppi di Protezione Civile e Associazione Carabinieri. I 44 interventi del 2025 della sola Stazione di Arsiero ci dicono che la montagna chiama spesso e che, ogni volta, trova qualcuno che risponde. A questi volontari va il nostro ringraziamento più sincero: sono loro il vero presidio di sicurezza del nostro territorio”.

di Redazione AltovicentinOnline

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