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Il “De Pretto” torna sulle 52 Gallerie: 180 studenti in cammino tra storia, memoria e montagna

Ci sono luoghi che non si possono semplicemente visitare. Ci sono luoghi che chiedono di essere attraversati, ascoltati e ricordati. Le 52 Gallerie del Pasubio sono uno di questi.

E così, ancora una volta, centottanta studenti delle classi quinte dell’ITIS “Silvio De Pretto” di Schio hanno affrontato la storica escursione sul Pasubio, trasformando una giornata di scuola in un viaggio nella memoria, nella natura e nella storia. Un appuntamento che si rinnova da vent’anni e che conserva intatto il suo significato. L’iniziativa nacque da un’idea del professor Giuseppe Tomiello e dell’allora capogruppo degli Alpini Nadir Mercante e, anno dopo anno, è diventata una tradizione capace di coinvolgere intere generazioni di studenti, grazie anche alla fondamentale collaborazione e al prezioso supporto organizzativo del Gruppo Alpini di Schio. Prima di mettere gli scarponi sul sentiero, i ragazzi hanno avuto modo di prepararsi e comprendere ciò che avrebbero incontrato. Nei giorni precedenti l’escursione hanno partecipato a due incontri: una lezione dedicata al ruolo del Pasubio durante il Primo conflitto mondiale e un approfondimento sulla sicurezza in ambiente montano, curato dagli esperti del CAI e del Soccorso Alpino.

Perché camminare sulle 52 Gallerie significa anche camminare sulle tracce di chi, poco più di un secolo fa, affrontò su quelle montagne condizioni durissime, in uno dei fronti più difficili della Grande Guerra. Accompagnati dai loro docenti, dal dirigente scolastico Giovanni Rizzi e da un gruppo di Alpini, gli studenti hanno percorso la storica Strada delle 52 Gallerie fino a raggiungere la zona sacra del Pasubio.

Passo dopo passo, curva dopo curva, galleria dopo galleria, la montagna ha fatto da ponte tra passato e presente. Ad attenderli, alla Chiesetta di Santa Maria sul Pasubio, c’erano le penne nere insieme a una quindicina di cantori in rappresentanza del Coro GES di Schio e a don Giovanni Marchetti dell’Oratorio Don Bosco. È stato qui che la giornata ha assunto un significato ancora più profondo.

La trentina di Alpini presenti si è messa all’opera per offrire ai ragazzi la tradizionale pastasciutta conviviale. Trenta chilogrammi di pasta, preparati per accogliere e rifocillare i giovani escursionisti dopo la salita. Un momento semplice, ma capace di raccontare, forse meglio di tante parole, il senso dell’iniziativa: stare insieme, condividere, tramandare.

Durante il pranzo, don Giovanni ha voluto dedicare un pensiero a don Francesco, che lo scorso anno aveva accompagnato i ragazzi lungo lo stesso sentiero, e alla professoressa Angela Castelli, docente dell’ITIS “De Pretto”, grande appassionata di montagna, socia CAI e per molti anni tra le principali promotrici di questa iniziativa.

Anche per questo la giornata non è stata soltanto un’escursione. È stata memoria. Una memoria fatta di nomi, di volti, di persone che negli anni hanno contribuito a costruire questa tradizione e che continuano, in qualche modo, a camminare accanto ai ragazzi. Il Coro GES ha accompagnato il momento con alcuni canti, fino all’inno nazionale intonato durante l’ammaina bandiera. E in quel momento, tra le montagne del Pasubio, la storia non è apparsa più come qualcosa scritto sui libri, lontano nel tempo e difficile da comprendere.

È diventata un’esperienza vissuta. Il rumore dei passi sul sentiero, il silenzio delle gallerie, le montagne tutt’intorno e le parole degli Alpini hanno contribuito a rendere quella salita qualcosa di più di una semplice escursione scolastica. Per gli studenti, le 52 Gallerie sono diventate un’aula a cielo aperto: un luogo dove imparare che il territorio conserva la memoria di chi lo ha vissuto e che conoscere quella memoria significa anche comprendere meglio il presente. La montagna, ancora una volta, ha fatto la sua parte.

Ha messo alla prova le gambe, ma soprattutto ha regalato tempo per osservare, ascoltare e stare insieme. Ha unito giovani e adulti, studenti e insegnanti, Alpini e volontari, accomunati dalla stessa strada e dalla stessa meta. E forse è proprio questo il valore più autentico di una tradizione che resiste da vent’anni: consegnare ai ragazzi non soltanto un ricordo della giornata trascorsa sul Pasubio, ma la consapevolezza che la memoria non è qualcosa di immobile. La memoria cammina.

E, sulle 52 Gallerie, quest’anno ha camminato ancora una volta insieme a 180 giovani di Schio.

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