Una giornata di festa, ma soprattutto di memoria, identità e appartenenza alla montagna: è quella vissuta nel fine settimana al Cason dea Vale, luogo simbolo del lavoro e della storia rurale delle vallate, al centro di un evento che ha richiamato residenti, amici e persone legate a Contrà Brunelli.
Al centro della giornata c’è il lungo lavoro di recupero del Cason, portato avanti dalla famiglia Comparin. Un impegno che il sindaco Marco Lorenzato, anche presidente dell’Unione Montana Alto Astico, ha voluto sottolineare con forza: «Desidero esprimere sinceri complimenti a Giuliano Comparin e alla sua famiglia che con passione, determinazione e sacrificio hanno recuperato e valorizzato questo luogo. Un’impresa non semplice, resa ancora più impegnativa dall’assenza di strade di accesso e dalla necessità di utilizzare la teleferica per il trasporto dei materiali».
Per Lorenzato, il lavoro di Comparin è molto più di un recupero edilizio: è un gesto di cura verso il paesaggio e le radici della comunità. «Giuliano, oltre ad essere Capogruppo degli Alpini di Laghi, rappresenta un esempio concreto di attaccamento al territorio, di cura dei pascoli e di valorizzazione del patrimonio rurale della nostra montagna», ha evidenziato.
Il presidente ha richiamato anche la propria esperienza personale, per sottolineare quanto impegno richieda mantenere vivi questi luoghi: «Conosco bene queste fatiche perché anch’io custodisco un’abitazione rurale di un tempo in un contesto simile. So quanto impegno, costanza e passione siano necessari per mantenere vivi questi luoghi e tramandarne il valore alle future generazioni».
La festa al Cason dea Vale è stata anche occasione per ritrovare il legame con chi, pur vivendo altrove, continua a considerare questa valle come casa. «Un ringraziamento particolare va a tutte le persone legate a Contrà Brunelli che, pur vivendo spesso altrove, continuano a mantenere un forte legame con questa vallata. La loro presenza e collaborazione testimoniano un senso di appartenenza e contribuiscono a conservarne l’identità», ha sottolineato Lorenzato.
Uno dei momenti più intensi della giornata è stato quello legato al capitello dedicato a Padre Pio, nato da una vicenda personale di Giuliano Comparin. «Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Giuliano che ha portato alla realizzazione del capitello dedicato a Padre Pio, segno di una profonda esperienza personale e di una sincera devozione», ha ricordato il presidente. A dare ulteriore calore alla festa sono stati i canti del Coro Azzurri Monti e la presenza di don Sebastiano: «Un grazie anche al Coro Azzurri Monti, che con i suoi canti ha reso ancora più suggestiva la giornata, e a Don Sebastiano per la sua presenza e benedizione», ha aggiunto Lorenzato.
Guardando oltre la singola iniziativa, il presidente dell’Unione Montana Alto Astico ha voluto leggere la giornata al Cason dea Vale come un modello di futuro possibile per la montagna: «Come Presidente dell’Unione Montana Alto Astico, considero iniziative come questa un esempio concreto di come passione, comunità e amore per il territorio possano contribuire a mantenere viva la montagna e i suoi valori».




