Procede a pieno ritmo il piano di interventi dell’Unione Montana Alto Astico finanziato con i fondi FOSMIT (Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane). Dopo le opere di prevenzione del dissesto idrogeologico realizzate nel 2022, è ora in corso il programma 2023, dedicato alla manutenzione della viabilità locale e alla valorizzazione del patrimonio silvo-pastorale e ambientale. Tre nuovi progetti partiranno nel 2026 con il programma 2024, confermato dalla Regione Veneto a fine 2025.
Tra gli interventi più significativi figura il progetto esecutivo da oltre 105.000 euro per la valorizzazione delle proprietà silvo-pastorali nei Comuni di Arsiero e Velo d’Astico. A Malga Campoazzaron (Arsiero) si interviene con la realizzazione di un nuovo servizio igienico completo, il miglioramento dell’impianto idrico e delle opere di captazione e smaltimento delle acque, garantendo standard igienico-sanitari adeguati per l’attività pascoliva. In località Anzolone (Velo d’Astico) si migliora il sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche lungo la strada silvo-pastorale, con nuove canalette grigliate, pozzetti di decantazione e un tratto di pavimentazione in calcestruzzo per prevenire dilavamenti e criticità idrauliche.
Per il programma FOSMIT 2024 saranno avviati nel 2026 tre nuovi progetti: «Riabitare le Terre Alte – Nuova Vita nell’Alto Astico», la sistemazione idraulica in località Valoje e ulteriori interventi di manutenzione della viabilità locale.
Accanto ai cantieri FOSMIT, nel 2024 sono già stati realizzati numerosi interventi distribuiti sull’intero territorio dell’Unione: manutenzione di strade rurali a Tonezza, messa in sicurezza di sentieri a Laghi, sistemazione di pozze d’alpeggio a Lastebasse, valorizzazione di aree prative a Pedemonte, opere idrauliche a Velo d’Astico, griglie di contenimento del bestiame a Malga Zolle (Arsiero) e messa in sicurezza della scarpata in località Forme Cerati (Valdastico). Interventi che parlano di agricoltura di montagna, difesa del suolo e cura del paesaggio.
Sul fronte del monitoraggio del rischio, prosegue lo studio della frana del Brustolè a Velo d’Astico, avviato nel 1997 in collaborazione con l’Università di Bologna. Le campagne topografiche hanno confermato negli anni una sostanziale stabilità del versante, con movimenti minimi dell’ordine di pochi millimetri all’anno. Nel 2024 è stato rinnovato il monitoraggio con nuove metodologie tridimensionali; il prossimo rilievo è previsto nel biennio 2027–2028.
Spiega il Presidente dell’Unione Montana Alto Astico, Marco Lorenzato: «Le risorse FOSMIT non sono semplici trasferimenti: sono lo strumento con cui la montagna si mantiene viva, cantiere dopo cantiere. Ogni intervento — dal nuovo servizio igienico in malga alla regimazione delle acque sulle strade silvo-pastorali — è una tessera di un mosaico più grande che si chiama presidio del territorio. Senza questi lavori, le Terre Alte non sarebbero più praticabili né per chi le abita né per chi le lavora. Per questo il rapporto con la Regione del Veneto e con il Fondo Nazionale per la Montagna è strategico: ci consente di pianificare investimenti pluriennali e non solo emergenze.»
L’Unione gestisce inoltre la raccolta dei funghi epigei secondo la normativa regionale e svolge le funzioni amministrative relative al patrimonio malghivo e pascolivo dei Comuni di Arsiero e Lastebasse, garantendo una gestione regolamentata e sostenibile delle Terre Alte.