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Pasubio, 52 Gallerie. Lo sfregio al ‘monte sacro’: escrementi e carta igienica

Un percorso storico e sofferto, scavato più di un secolo fa nella roccia per difendere la libertà del Paese. Le 52 Gallerie del Monte Pasubio, nel cuore di quello che viene chiamato il ‘monte sacro’, oggi vengono trasformate in una latrina da alcuni di coloro che le percorrono. Un affronto a un luogo che custodisce una pagina drammatica della nostra storia. Escrementi lasciati nelle gallerie, carta igienica abbandonata a terra, senza alcun rispetto per chi ha costruito quell’opera e per chi oggi la attraversa.

È la denuncia che corre sui social, dopo l’ennesimo episodio di inciviltà lungo uno dei percorsi storici più conosciuti dell’Alto Vicentino.  Il problema è dentro le gallerie: escrementi, carta igienica e cumuli di sassi utilizzati per coprire le deiezioni, anche in punti di passaggio frequentati dagli escursionisti. Ma non solo.

La situazione sarebbe particolarmente evidente in almeno tre gallerie, tra cui la Galleria Papa, dove dove l’aria sarebbe diventata irrespirabile a causa degli escrementi lasciati lungo il percorso, come riporta Umberto Uderzo sul gruppo ‘Quelli che…la Strada delle 52 Gallerie al Monte Pasubio’. Una scena che restituisce un’immagine di degrado e totale mancanza di rispetto per un luogo che non è soltanto una meta escursionistica, ma una straordinaria testimonianza della Prima guerra mondiale.

La provocazione lanciata sui social è amara: sul Pasubio ci sarebbe tutto lo spazio necessario per evitare di trasformare proprio le gallerie in servizi igienici improvvisati. Il problema non è quindi soltanto il cattivo odore, o le feci,  per chi passa dopo. È una questione di rispetto per il patrimonio storico, per la montagna e per gli altri escursionisti.

La Strada delle 52 Gallerie continua ad attirare migliaia di persone. Ma a quanto pare non tutti ricordano che, prima ancora di essere una spettacolare escursione, è un luogo della memoria che meriterebbe ben altro rispetto.

di Redazione AltovicentinOnline

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