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Pasubio. Una montagna di spazzatura raccolta, ma la vergogna resta

Una montagna di sacchi dell’immondizia, accumulati a fine giornata all’imbocco della Strada delle 52 Gallerie sul Pasubio. Non è il risultato di una discarica abusiva appena scoperta, ma il bilancio di una giornata di pulizia lungo uno dei luoghi più sacri della memoria storica del nostro territorio. Domenica scorsa, 4 ottobre, sulle celebri 52 Gallerie e lungo la Strada degli Scarubbi, un gruppo di volontari ha raccolto i rifiuti abbandonati da chi evidentemente considera la montagna un cestino a cielo aperto. Una scena che dovrebbe far vergognare chiunque abbia a cuore questi luoghi.

Perché il Pasubio non è un sentiero qualsiasi, è un ‘monte sacro’ alla Patria, teatro di combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale, dove migliaia di uomini hanno sofferto e perso la vita. E oggi, a distanza di oltre un secolo, c’è ancora chi riesce a percorrerne i sentieri senza trovare lo spazio nello zaino per riportarsi a casa una bottiglia vuota o un involucro.

L’inciviltà di alcuni, il lavoro degli altri
La giornata è iniziata al Rifugio Passo Xomo, dove i partecipanti hanno ricevuto il materiale necessario per la raccolta, messo a disposizione ViAmbiente. Da qui il gruppo è partito per ripulire le 52 Gallerie e  gli Scarubbi. Due luoghi importanti, che nella memoria di tutti dovrebbero avere un posto speciale, eppure, accanto alla bellezza del paesaggio e alla solennità della storia, restano tracce di un presente decisamente meno edificante. Chi abbandona rifiuti può anche allontanarsi senza voltarsi indietro. A raccoglierli, però, dovrà essere qualcun altro: volontari che sacrificano il proprio tempo libero per restituire dignità a luoghi che dovrebbero essere rispettati da tutti.

Luoghi simili dovrebbero meritare rispetto e non sacchi pieni di spazzatura. E chi non è capace di riportarsi a casa i propri rifiuti dovrebbe almeno chiedersi se ha davvero capito il valore dei luoghi che ha scelto di attraversare, perché la montagna di sacchi accumulata a fine giornata non è soltanto il simbolo di un lavoro ben fatto: è anche la misura di un’inciviltà che non dovrebbe avere posto sul Pasubio.

di Redazione AltovicentinOnline

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