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Troppe disgrazie alla Pria. Arsiero corre ai ripari: si valuta il divieto di balneazione

Con l’arrivo della stagione estiva,  la Pria a Arsiero torna a popolarsi di visitatori, famiglie, giovani in cerca di refrigerio. Ma proprio lì, dove l’acqua sembra invitare al tuffo, si annidano fondali irregolari e rocce scivolose. Un mix che non perdona leggerezze e il Comune di Arsiero decide di intervenire. Non più appelli al buon senso, ma nuovi cartelli di pericolo, più chiari e visibili. Ma non solo. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di un divieto di balneazione, una decisione che, vista la condivisione del territorio, dovrà necessariamente coinvolgere anche il vicino Comune di Cogollo del Cengio, oltre al demanio.

Quest’ultima una misura ben più drastica, rispetto anche all’intenzione di limitare le zone di parcheggio, che cambierebbe radicalmente il modo di vivere la Pria, ma che fa sorgere spontanea anche la domanda: quanto vale una vita umana?

Dietro questa serie di decisioni, dalle più semplici come i cartelli alle più drastiche come vietare la balneazione, c’è il peso di storie giù vissute. Di volti e nomi e di famiglie spezzate. Solo negli ultimi tre anni, altrettanti giovani hanno perso la vita.
Perché sì, la Pria è un posto incantevole, ma non è un parco giochi.

di Redazione AltovicentinOnline

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