Una candela sullo zuccheroso numero uno, una sullo zero, l’altra sul cinque: 105 anni tutti insieme su una torta, un’impresa che neanche un prestigiatore sarebbe riuscito a realizzare e che Eolo, il re dei venti, non sarebbe stato capace di spegnere in un soffio solo. Eppure, con un gesto deciso e pieno di energia, Daria Fontana, classe 1921, ha spento le sue tre candeline, arrivando al formidabile traguardo in eccezionale stato di salute e lucidità.
Daria è nata il 26 febbraio 1921 a Valdastico, nella località Forni, figlia di Giovanni e Veronica. La sua vita si è divisa tra l’Italia e la Francia: dopo la Seconda Guerra Mondiale, costretta dall’emigrazione, ha seguito il marito Piero, scampato all’eccidio nazista di Forni. La coppia ha vissuto all’estero fino a quando i figli sono cresciuti, per poi tornare nella valle natia, il luogo dove Daria si è sempre sentita a casa, nonostante lo spopolamento progressivo e la perdita delle vecchie amicizie e conoscenze.
Il compleanno dei 105 anni è stato festeggiato in Belgio, in compagnia della figlia Gabi. Schiva e un po’ frastornata dall’essere al centro di tante attenzioni, Daria ha vissuto la festa con la riservatezza che la contraddistingue. Il desiderio espresso nel momento di spegnere le candeline è rimasto un segreto, ma chi la conosce bene sa che il suo cuore è ancora profondamente legato alla casa natia.
Le sorelle di Daria, Anna Maria e Iole, che vivono rispettivamente a Zané e a Zugliano, lo sanno bene: ogni conversazione telefonica con la sorella è scandita da parole piene di affetto e nostalgia. “Mi manca casa mia, mi mancate voi, vorrei poter prendere il treno e tornare domani”, confida Daria con quella schiettezza che attraversa i decenni e che racconta la forza di una vita lunga 105 anni.
Un traguardo straordinario, quindi, non solo per l’età raggiunta, ma per la lucidità, il legame con la famiglia e il cuore che continua a battere forte tra amore e nostalgia, testimoniando una storia personale che intreccia Italia, Francia, guerra, emigrazione e radici indissolubili nella valle dei Forni.
L.F.