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350 case popolari vuote nel vicentino, 50 milioni per riaprirle. E affitti agevolati per medici e infermieri

Due bandi da 25 milioni per rimettere in circolo le case Ater inutilizzabili e realizzare abitazioni a canone sostenibile per il personale sanitario, giovani coppie e famiglie. La giunta regionale del Veneto ha approvato due bandi finanziati con fondi europei Fser, da 25 milioni di euro ciascuno, nell’ambito del Piano Casa regionale. Una misura particolarmente importante per il vicentino, dove Ater conta circa 350 alloggi sfitti e non assegnabili perché necessitano di manutenzione, mentre le domande per una casa pubblica sono circa 2.500. L’azienda annuncia che lavorerà per candidare i propri interventi e intercettare il maggior numero possibile di finanziamenti.

“È la risposta che aspettavamo – dichiara il presidente di Ater Vicenza, Vincenzo Forte –. In provincia abbiamo circa 350 alloggi vuoti che non possiamo assegnare finché non li rimettiamo a posto, mentre le domande sono circa 2.500. Ogni casa sfitta è una risposta che non riusciamo a dare a una famiglia”.

Il primo bando, da 25 milioni, finanzierà il recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica non assegnabili per carenze manutentive. Potranno partecipare Ater, Comuni e aziende speciali comunali. Sono previsti contributi per manutenzioni straordinarie, restauri, risanamenti e ristrutturazioni, anche con interventi di efficientamento energetico. Gli appartamenti recuperati saranno destinati alle famiglie in graduatoria a canone sociale.

Altri 25 milioni saranno invece riservati al social housing. L’obiettivo è recuperare immobili pubblici sfitti per destinarli a personale medico, infermieristico e socio-sanitario, giovani coppie e famiglie che non hanno i requisiti per accedere all’edilizia pubblica, ma non possono permettersi gli affitti del mercato privato. Tra i soggetti ammessi anche Ipab, Aziende ospedaliere e Istituto Oncologico Veneto. “Altrettanto importante è l’attenzione al social housing – prosegue Forte –. Oggi la difficoltà a trovare casa riguarda anche chi lavora: infermieri, operatori sanitari, giovani coppie. Dare loro una risposta significa trattenere sul territorio competenze preziose”.

Le proposte saranno valutate da Avepa. I criteri premieranno, tra l’altro, i progetti più avanzati, gli interventi nei Comuni più popolosi e quelli capaci di garantire maggiori risparmi energetici. Ater Vicenza, dalla sua, punta ora a presentare progetti concreti e cantierabili, in collaborazione con i Comuni della provincia. “Sono risorse che si aggiungono a quelle del Piano Casa nazionale: sarà importante sfruttare al massimo entrambe le misure”, conclude Forte. La sfida ora è trasformare i finanziamenti in cantieri e restituire alle famiglie quelle case che oggi, pur esistendo, non possono ancora essere assegnate.

di Redazione AltovicentinOnline

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