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“Agrivoltaico: vicentino assediato dai grandi impianti. La Regione fermi la speculazione e tuteli il suolo agricolo”

“Il territorio vicentino è sotto l’assedio di una proliferazione incontrollata di grandi impianti fotovoltaici a terra che rischia di trasformare irreversibilmente il nostro paesaggio rurale in una distesa di silicio. La Regione Veneto non può restare a guardare mentre i fondi d’investimento dettano l’agenda del nostro sviluppo agricolo”. Con questa presa di posizione, i consiglieri regionali del Partito Democratico, Antonio Marco Dalla Pozza e Chiara Luisetto, annunciano il deposito di un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta Regionale.

“Siamo di fronte a un paradosso, – spiegano Dalla Pozza e Luisetto- mentre la transizione energetica resta un obiettivo imprescindibile, la modalità con cui si sta attuando è squilibrata. Il terreno sottratto all’agricoltura non solo fa perdere biodiversità, ma nega il futuro alle nuove generazioni di agricoltori, gonfiando i prezzi degli affitti fino a portarli fuori mercato. L’agrivoltaico ‘avanzato’ non deve diventare un artificio per eludere i limiti al consumo di suolo. Di fatto, – proseguono i consiglieri – ci troviamo difronte, a una serie di progetti di dimensioni impattanti che interessano la provincia di Vicenza: dai 4,5 ettari tra Malo e San Vito di Leguzzano ai 4 MW di Montecchio Precalcino, fino all’esteso progetto da 73 ettari a Rosà”.

Nell’interrogazione, – sottolineano Dalla Pozza e Luisetto – chiederemo risposte urgenti su 5 punti chiave: 1) trasparenza sui numeri: conoscere l’esatto ammontare delle istanze depositate e la potenza totale prevista per gli impianti in fase di esame; 2) Difesa dell’autonomia della Regione e della sua potestà decisoria; 3) Controlli post-installazione: definire strumenti di verifica rigidi per assicurare che l’attività agricola sotto i pannelli finanziati dal PNRR venga effettivamente mantenuta e non abbandonata una volta incassati gli incentivi; 4) Tutela dei distretti di eccellenza: proteggere le aree D.O.P., I.G.P. e i coni ottici di pregio, come Colli Euganei e zone del Prosecco, dall’impatto visivo delle strutture; 5) Pianificazione entro il 2026: addivenire in tempi rapidi all’adozione del Piano per l’individuazione delle ‘zone di accelerazione’ – entro la scadenza del 21 febbraio 2026 – dando priorità assoluta a tetti di capannoni, aree degradate e siti industriali dismessi”.

“Le amministrazioni comunali sono oggi impotenti di fronte ai giganti dell’energia e soccombono nei ricorsi amministrativi. La Giunta Regionale può approvare circolari esplicative e varianti territoriali che mettano fine a questa ‘finanziarizzazione’ delle campagne. Il Veneto ha migliaia di capannoni inutilizzati: si parta da lì, non dai campi che danno da mangiare alla nostra gente”, concludono i consiglieri Dalla Pozza e Luisetto.

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