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Animali in fuga: perché il Veneto “suona” più degli altri. Il dato della provincia di Vicenza

In Veneto si vede più che altrove, ma la lezione vale per tutti.

Ogni settimana, alla stessa ora, scatta una sirena silenziosa: martedì, intorno alle 8. È l’istante in cui molte famiglie riaprono cancelli e garage, la routine riparte di corsa e cani e gatti trovano la soglia più fragile. Un’analisi di Kippy, che tra marzo e maggio 2026 ha seguito migliaia di animali dotati di Gps in Europa, disegna una mappa delle “uscite dalla zona sicura”: oltre 4.000 allarmi, più della metà in Italia. In testa c’è il Veneto, con 464 segnalazioni, e Vicenza come provincia più “calda”. Piemonte e Lombardia seguono. Il Corriere ha dedicato all’argomento un ampio servizio, snocciolando il dato che non racconta un’emergenza, ma un’abitudine: animali che vivono molto all’aperto, giardini e corti, cancelli che si aprono proprio nelle ore più trafficate. È la “libertà controllata” evocata da Kippy: lasciare spazio al cane o al gatto avendo però un segnale immediato se varcano il perimetro. E quel martedì mattina è il momento più critico: non l’esordio impacciato del lunedì, ma il giorno in cui la macchina della settimana gira a pieno regime e la distrazione dura il tempo di un varco socchiuso.

Ci sono anche conferme che ribaltano cliché. A scappare sono più spesso i cani che i gatti: +43% di allarmi. Tra i più inclini all’esplorazione compaiono razze sveglie e instancabili come Border Collie e Jack Russell; tra i felini spiccano Siamese e Maine Coon. Ma “fuga” non significa per forza “smarrimento”: dove c’è un tracker, il rientro è rapido e raramente finisce nei canili o nei circuiti di recupero. In altre parole, più segnalazioni non equivalgono a più abbandoni o più incidenti; dicono piuttosto che gli animali hanno più occasioni per oltrepassare un confine e che i proprietari hanno strumenti per riportarli indietro.

Il contesto conta

Il Nord-Est è terra di case con giardino, aree rurali, passeggiate libere: basta un attimo e il cane supera la recinzione. In città, invece, il guinzaglio resta una regola di sicurezza non negoziabile. La tecnologia aiuta,  soprattutto per chi vive in spazi aperti ,  ma non sostituisce buone pratiche: microchip aggiornato, targhetta leggibile, cancelli che si chiudono da soli, routine d’uscita senza buchi, richiamo allenato. E, sì, un po’ di consapevolezza su quell’orario-chiave.

La fotografia che emerge non è allarmistica: è un promemoria. Gli animali sono curiosi, i martedì mattina sono frenetici, i cancelli si aprono. Vivere meglio insieme significa progettare la libertà con un margine di sicurezza: lasciare esplorare, sapendo di poterli ritrovare in fretta.

di Redazione AltovicentinOnline

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