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Badante killer: il pm chiede l’ergastolo con tre mesi di isolamento diurno per Paola Pettinà

Ergastolo con tre mesi di isolamento diurno. E’ questa la richiesta del pubblico ministero Maria Elena Pinna nei confronti di Paola Pettinà, la badante accusata di due omicidi e di tre tentati omicidi per aver somministrato psicofarmaci ai pensionati che seguiva e all’ex compagno.
Dopo sette ore di requisitoria, il pm titolare dell’inchiesta ha formulato la richiesta riqualificando uno dei capi d’imputazione più gravi che da omicidio è passato a lesioni aggravate. In apertura dell’udienza in Corte d’Assise a Vicenza, l’imputata, difesa dall’avvocato Roberto Busa, ha rilasciato spontanee dichiarazioni. “Chiedo scusa se ho provocato dolore e sofferenza, sono consapevole di aver sbagliato e di aver millantato titoli che non avevo, chiedo scusa. Ho dato qualche goccia in più in casi di stanchezza o irrequietezza senza voler fare del male. Avevo bisogno di lavorare ho sbagliato perché non avevo la qualifica per poter somministrare farmaci. Ho sbagliato”. Parole rivolte alla Corte, ma anche ai parenti delle vittime, presenti in aula. La prossima udienza con le repliche della difesa è previsa il 10 luglio.

Paola Pettinà, 47enne di Bolzano Vicentino, è accusata di un omicidio, tre tentati e lesioni gravi ai danni degli anziani che accudiva. I terribili fatti di cronaca sono avvenuti nella zona di Breganze, dove l’assassina venne arrestata dai carabinieri.

Sperano in una giustizia esemplare i familiari degli anziani cui somministrava dossi massicce di benzodiazepine e di altri farmaci ad azione neuro-depressoria. La donna venne arrestata proprio all’uscita di una farmacia dove aveva comprato dello Xanax da cui era dipendente e che somministrava agli anziani, e portata nel carcere di Montorio, a Verona. Chiede giustizia  la famiglia dell’81enne  deceduta dopo le cure della donna: “L’abbiamo portata in ospedale tre volte, non sapevamo cosa avesse era spenta. Siamo distrutti e arrabbiati. Ora vogliamo giustizia”.

Oltre all’omicidio dell’81enne, ci sono altre tre morti sospette che pesano sulla posizione della donna. La badante, infatti, è indagata anche per questi tre nuovi episodi – che porterebbero a quattro il numero degli omicidi – oltre che per altri cinque altri tentati omicidi, tra cui quello dell’ex compagno. Dalle indagini dei Carabinieri – riferiscono i quotidiani locali – emergerebbe che la donna somministrava alle persone che assisteva dosi massicce di farmaci, un mix di Tavor, Xanax e Lorazepam, facendo finire gli anziani in stato di semi incoscienza e, come nel caso di Imelda Stevan, conducendoli al decesso. Per procurarsi i farmaci ‘Paolina’, come si faceva chiamare Pettinà, presentava alle farmacie fotocopie di ricette in bianco, assicurando di possedere a casa gli originali. Un dettaglio emerso dopo che i Carabinieri hanno controllato 25 farmacie e accertato che la 47enne nell’arco di pochi mesi aveva acquistato 272 confezioni di Xanax.

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