“Come sempre qualcosa è sempre meglio del niente, ma sarebbe auspicabile il meglio piuttosto del qualcosa. L’abbiamo già detto nelle scorse settimane e lo ribadiamo: servono misure strutturali. Nessuno ha mai davvero pensato che il costo di gasolio e benzina sarebbe sceso nel periodo delle ferie, tra esodi e controesodi, ma adesso si va verso la ripresa piena delle attività ed è necessario mettere mano alla questione”. Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto, chiede di affrontare con decisione il tema del costo dei carburanti. Le stesse rilevazioni Mimit confermano in un anno un più 31% del diesel e un più 19% della benzina, col gasolio che resta quindi sopra i due euro nonostante il taglio delle accise di 17 centesimi prorogato dal Consiglio dei ministri al 5 settembre. “È matematico- ragiona Zanon- che se i costi energetici per le imprese aumentano, si erodono i margini. Al contempo, se le famiglie e i lavoratori devono pagare di più per pagare i carburanti, si riducono i consumi nei negozi non solo perché il potere d’acquisto si contrae ma anche perché cresce il prezzo di tanti prodotti, trasportati coi furgoni e i camion, che inevitabilmente vanno a pesare sul consumatore finale”. Fra le categorie che rischiano di essere particolarmente penalizzate dall’aumento dei costi dei carburanti gli agenti e rappresentanti di commercio (nel sistema Confcommercio Fnaarc), e quella dei bus turistici, con Anbti. “Chi lavora in auto non può vivere di proroghe- avverte Zanon-. Anche in questo caso non sono più rinviabili soluzioni strutturali. Con la stangata alle pompe e questa incertezza, è difficile programmare un investimento”.
Il timore è che, se il contesto geopolitico internazionale peggiorasse ulteriormente, nei prossimi mesi il prezzo del gasolio possa arrivare persino a 3 euro al litro. “Non dimentichiamoci- conclude il presidente Zanon- che proprio in questi giorni Confcommercio nazionale ha stimato che le spese obbligate si ‘mangiano’ oltre il 40% dei consumi delle famiglie, pari a oltre 5.300 euro pro capite per l’abitazione e 1.829 euro per energia, gas e combustibili. In 30 anni i prezzi dei consumi obbligati sono cresciuti oltre il doppio rispetto a quelli dei consumi commercializzabili. Il presidente Sangalli ha rilanciato la necessità di ridurre tasse e costi fissi per rilanciare i consumi. Lo stesso ragionamento vale per i carburanti”, chiude il leader di Confcommercio Veneto.