Una riforma per adeguare le regole di acconciatura ed estetica a un settore che negli ultimi anni è profondamente cambiato. È questo l’obiettivo del ddl Ancorotti, attualmente all’esame del Senato, sul quale Confartigianato Imprese Veneto chiede di accelerare l’iter.
Il comparto regionale conta circa 13.500 imprese e 26 mila addetti e continua a mostrare una dinamica positiva, con un saldo tra aperture e chiusure del +1,4%, nonostante le difficoltà del mercato. Tra le misure considerate più importanti c’è l’introduzione dell’affitto di poltrona e di cabina, che permetterebbe a professionisti autonomi di lavorare all’interno di attività già avviate. «Può offrire maggiore flessibilità e rappresentare un’opportunità concreta soprattutto per chi vuole intraprendere un percorso professionale in autonomia», spiega Beatrice Daniele, presidente della Federazione Benessere di Confartigianato Imprese Veneto.
Il provvedimento punta anche a dare un riconoscimento formale a competenze e professioni che si sono già affermate. Tra queste figurano l’estetista oncologica, l’acconciatore oncologico, l’onicotecnico e il truccatore e tecnico dei trattamenti per ciglia e sopracciglia.
La riforma interviene anche sul fronte della formazione e della qualificazione professionale, insieme al rafforzamento degli strumenti contro l’abusivismo. Secondo Confartigianato, in Veneto circa un’attività su cinque opera completamente fuori dalle regole, con percentuali che in alcuni territori arrivano al 27%. Un problema particolarmente evidente nei mesi estivi, quando nelle località turistiche aumenta la richiesta di servizi legati alla cura della persona.
Per Cristina Scurtu, presidente del gruppo Estetica di Confartigianato Imprese Veneto, il riconoscimento delle nuove figure professionali è ormai necessario: «Il mercato le ha già fatte emergere, ora serve una normativa capace di definirne competenze e percorsi formativi».
L’associazione considera quindi il Ddl Ancorotti un passaggio decisivo per rendere il settore più trasparente, qualificato e competitivo. «Le imprese sono già cambiate – conclude Daniele – e anche le regole devono adeguarsi a questa evoluzione».