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Fine vita, Salvini prende le distanze dalla scelta del Veneto: “Io sono per la vita”

«Io sono per la vita sempre». È questa la frase con cui Matteo Salvini sceglie di intervenire sul tema del fine vita, dopo l’approvazione in Veneto della legge che disciplina procedure e tempi dell’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito. Il vicepremier e leader della Lega ha risposto alle domande dei giornalisti sulla legge approvata dal Consiglio regionale del Veneto e, soprattutto, sul ruolo avuto da Luca Zaia nel sostenerla.
Salvini non entra però direttamente nel merito dell’operato dell’ex governatore. Alla domanda se Zaia abbia sbagliato a spingere il provvedimento, la risposta è netta: «Non commento quello che fanno gli altri».
Una formula che evita lo scontro personale e politico con Zaia, ma che non impedisce al segretario della Lega di ribadire una posizione diversa da quella espressa dall’ex governatore veneto. «Su alcuni temi ognuno ha la sua coscienza», ha infatti aggiunto Salvini, spiegando quale sia invece la direzione che intende seguire. «Io sto lavorando per rafforzare i centri di aiuto alla vita, anche economicamente, per dare una possibilità di scelta alle donne», ha dichiarato.
Le parole di Salvini arrivano a poche ore dall’approvazione della legge veneta, un passaggio politico significativo perché il Veneto è diventato la prima Regione governata dal centrodestra a dotarsi di una disciplina specifica sul suicidio medicalmente assistito.  La Lega ha lasciato libertà di coscienza e alcuni suoi esponenti hanno votato a favore del provvedimento, mentre Fratelli d’Italia si è espresso contro.
Zaia, che da anni sostiene la necessità di una regolamentazione, ha definito l’approvazione un «atto di responsabilità» e una «legge di civiltà», sottolineando che il provvedimento non introduce il suicidio medicalmente assistito, ma organizza a livello regionale il percorso previsto dal quadro delineato dalla Corte costituzionale.
È proprio su questo terreno che le parole di Salvini assumono un peso politico. Il segretario della Lega non critica apertamente Zaia, ma sceglie di mettere al centro una concezione differente del tema: la priorità, per lui, deve essere sostenere la vita e offrire alternative alle persone che si trovano in situazioni di difficoltà.
“Più che di morte voglio occuparmi di vita”
Il punto sul quale insiste Salvini è un altro: secondo il vicepremier, lo Stato dovrebbe intervenire per rendere concretamente possibile una scelta diversa. «Quello che lo Stato può fare è aiutare i centri di aiuto alla vita per offrire un’alternativa», ha spiegato.
E quindi la conclusione che riassume la sua posizione sul tema: «Per quello che mi riguarda, più che di morte voglio occuparmi di vita».
 I giornalisti hanno provato anche a portare Salvini davanti alla domanda più diretta: se fosse stato consigliere regionale in Veneto, avrebbe votato a favore della legge? Il leader della Lega ha evitato di dare una risposta sul merito: «Io fortunatamente sono di Milano. Ne parlerò quando sarò consigliere del Veneto».
Una battuta che gli ha consentito di non trasformare la propria posizione personale in un’indicazione di voto rivolta ai consiglieri leghisti veneti e, allo stesso tempo, di non entrare in aperto conflitto con Zaia.
Il tema resta tuttavia particolarmente delicato per la Lega. Il voto del Consiglio regionale ha infatti evidenziato come, anche all’interno dello stesso partito, convivano sensibilità differenti su una questione che riguarda contemporaneamente libertà individuale, dignità della persona, ruolo della sanità pubblica e limiti dell’intervento dello Stato.
M.L.
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