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Il super-caldo è pericoloso anche in montagna: niente scalate in vetta, le Guide alpine possono fermarsi

Niente da fare, oggi non si sale: possono dirlo le Guide alpine quando vedono che la montagna da conquistare si mostra troppo pericolosa per gli effetti del super-caldo. Questo non vuol dire che sia vietato cimentarsi: ci si può avventurare in proprio, ma le Guide possono fare un passo ‘di lato’.

E’ successo e Martino Peterlongo, presidente del Collegio nazionale Guide alpine italiane spiega: “Questa è stata una stagione particolare. Dopo un mese e mezzo di caldo prolungato, già nella prima metà di luglio avevamo condizioni che in passato potevano essere tipiche di fine agosto. Gli zeri termici elevati rendono più complesso affrontare alcune situazioni e richiedono valutazioni ancora più attente, ma il cambiamento climatico è un elemento con cui la professione deve confrontarsi. Le condizioni della montagna determinano la fattibilità degli itinerari. Compito delle Guide alpine è valutare e, quando necessario, anche consigliare di non affrontare una salita”.

Le Guide Alpine operano ogni giorno in alta quota, raccogliendo e condividendo informazioni sulle condizioni degli itinerari. E, sulla base di queste valutazioni, scelgono se accompagnare, modificare una salita o rinunciarvi. E’ una valutazione che fa parte della professione, ed è alla base di quanto accaduto sul versante svizzero del Cervino. Scegliere di sospendere alcune salite non significa però un divieto o una chiusura.

“Le Guide alpine non hanno alcuna autorità per chiudere o aprire la salita ad alcuna montagna- dice Ezio Marlier, presidente del Collegio Guide alpine Valle d’Aosta- un eventuale provvedimento di chiusura spetta alle Istituzioni. Le Guide possono soltanto, sulla base delle informazioni raccolte e delle loro competenze, sconsigliare i propri soci o decidere di non percorrere un itinerario con i clienti”. E col nuovo clima vanno messe in conto anche situazioni di questo genere.

 “Siamo certamente in presenza di condizioni meteorologiche particolari- continua Marlier- il protrarsi del caldo anomalo sta modificando rapidamente gli ambienti d’alta quota e richiede particolare attenzione, perché presenta molte difficoltà, alcune delle quali nuove. Ma il lavoro delle Guide Alpine rimane quello di sempre: osservare la montagna, adattarsi alle sue condizioni e assumere le decisioni necessarie per tutelare chi la frequenta. La montagna va affrontata con consapevolezza: il rischio zero non esiste”.

Marlier ribadisce che “decisioni temporanee legate a singoli itinerari non equivalgono mai a divieti di salita. Una società guide può dare una raccomandazione ai propri soci, e di solito è un punto di riferimento per la collettività, ma ognuno è libero di decidere autonomamente. Una corretta informazione da parte dei media è fondamentale per distinguere tra la normale gestione del rischio, che fa parte del lavoro di ogni professionista, e un catastrofismo che può generare percezioni sbagliate e conseguenze sul territorio”.

Ciò detto, “non vogliamo né minimizzare le criticità né alimentare allarmismi- dice Peterlongo- le Guide Alpine svolgono il proprio lavoro sulla base di valutazioni tecniche fondate sull’osservazione diretta dell’ambiente montano, le loro competenze e l’esperienza maturata quotidianamente sul territorio. Il nostro compito è fornire indicazioni responsabili e assumere decisioni coerenti con le condizioni che la montagna presenta in un dato momento”.

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