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In Veneto arrivano le borse di studio ‘di prossimità’: contributi legati alla scelta di lavorare in regione

“Per trattenere i talenti e contrastare la fuga di competenze, puntiamo su incentivi territoriali e risposte concrete alle esigenze dei giovani. Introdurremo borse di studio ‘di prossimità’, legando i contributi alla scelta di lavorare in Veneto dopo la laurea. Parallelamente, affrontiamo l’emergenza casa con 50 milioni di euro di fondi europei per potenziare l’offerta di alloggi, sia per gli studenti sia per i giovani lavoratori. Vogliamo, poi, abbattere le barriere tra mondo accademico e imprese con eventi che mettano in relazione diretta le nostre università con le aziende: i nostri ragazzi devono sapere che qui le opportunità di carriera non mancano”.

“Tra le proposte emerse, l’idea di dare voce diretta ai protagonisti, istituendo un Consiglio regionale degli studenti, e l’organizzazione di un Summer Camp, un evento promosso insieme con le Università che metterà al centro la formazione avanzata, l’orientamento e le grandi sfide del futuro, come l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie. Già a partire dal prossimo incontro, inoltre, coinvolgeremo Esu, aziende regionali per il diritto allo studio, per definire i dettagli logistici e potenziare concretamente la rete dei servizi”, dettaglia Stefani.

Il presidente ha sottolineato come, nonostante un tessuto produttivo tra i più dinamici d’Europa, persista una narrazione distorta che vede il territorio privo di sbocchi: “Il risultato è che molti studenti stranieri si formano qui per poi andarsene, e troppi giovani veneti cercano fortuna altrove. Per invertire la rotta non basta solo un buon trattamento stipendiale: i giovani cercano carriera, formazione costante e un reale equilibrio casa-lavoro (work-life balance). Insieme con le nostre aziende possiamo creare nuove opportunità e comunicare questa evoluzione”.
Mattia Cecchini
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