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In Veneto il caro energia pesa sempre di più: oltre 300 mila persone in difficoltà

In Veneto la povertà energetica non è più un fenomeno marginale. Oggi riguarda quasi 315 mila persone, pari a circa 140 mila famiglie che fanno fatica a pagare le bollette di luce e riscaldamento. A fotografare la situazione è un’elaborazione dell’Ufficio studi della CGIA su dati di Istat e OIPE relativi al 2024.

È vero, rispetto al resto d’Italia il Veneto regge meglio: l’incidenza del fenomeno si ferma al 6,5%, contro una media nazionale del 9,1%. Ma questo non significa che il problema sia contenuto. Anzi, anche qui il peso delle bollette si fa sentire sempre di più, soprattutto per le famiglie più fragili.

Negli ultimi mesi, infatti, i prezzi dell’energia sono tornati a salire. Le tensioni internazionali, in particolare in Medio Oriente, stanno spingendo verso l’alto i costi di gas ed elettricità. A marzo il gas ha toccato i 53 euro per megawattora, mentre l’energia elettrica è arrivata a 143 euro/MWh. Rispetto all’anno precedente, gli aumenti superano il 6% in entrambi i casi. Numeri che, tradotti nella vita quotidiana, significano bollette più care e meno margine per arrivare a fine mese.

E non sono solo le famiglie a fare i conti con questi rincari. In Veneto ci sono oltre 210 mila tra artigiani e piccoli commercianti, e per molti di loro il costo dell’energia è diventato un problema doppio. Da una parte le spese domestiche, dall’altra quelle necessarie per mandare avanti l’attività: macchinari, illuminazione, riscaldamento o aria condizionata. Una pressione che, in molti casi, costringe a ridurre i consumi o a rimandare investimenti, con effetti che si riflettono sull’intero tessuto economico.

Ma cosa si intende esattamente per povertà energetica? Secondo l’OIPE, si verifica quando una famiglia non riesce a permettersi servizi essenziali come riscaldamento, raffrescamento e illuminazione senza compromettere il proprio equilibrio economico. Non si tratta solo di bollette troppo alte: spesso significa rinunciare a usare il riscaldamento, accumulare ritardi nei pagamenti o vivere in abitazioni poco efficienti. A essere più esposti sono soprattutto gli anziani soli, le famiglie numerose e chi ha redditi instabili.

Le prospettive, purtroppo, non sono delle migliori. Secondo le stime della CGIA, nel 2025 i rincari potrebbero costare alle famiglie venete altri 557 milioni di euro. A livello nazionale, il conto complessivo supera i 5 miliardi. Il Veneto si colloca tra le regioni più colpite, insieme a Lombardia ed Emilia-Romagna.

Un dato che racconta una realtà sempre più evidente: anche in una regione tradizionalmente dinamica e produttiva, il caro energia sta diventando un problema strutturale, capace di incidere profondamente sulla qualità della vita delle persone e sulla tenuta delle imprese.

di Redazione AltovicentinOnline

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