Visioni completamente diverse sull’Autonomia in Veneto. A incendiare il dibattito sono le dichiarazioni di Carlo Cunegato, consigliere regionale d’opposizione scledense, che definisce la pre-intesa sulle quattro materie “l’ennesima messa in scena con la balla dei 300 milioni”. Nel mirino dello schieramento critico c’è lo slogan leghista “Autonomia subito”, rilanciato anche a Pontida. “Un ‘subito’ che dura dal 1989 – afferma Cunegato –. La Lega ha governato per decenni, dai governi Berlusconi al Conte I fino all’attuale esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Eppure oggi ci presenta quattro materie come una grande vittoria”. Il consigliere ricorda il referendum del 2017 e le promesse del presidente veneto Luca Zaia: 23 materie e il 90% delle tasse trattenute sul territorio. “Oggi – sostiene – parliamo di quattro materie e di invarianza di spesa. Invarianza significa niente nuove risorse”.
Protezione civile.
Secondo Cunegato, l’intesa parla di velocizzare e potenziare, ma con i fondi già esistenti. Inoltre resta il potere del Consiglio dei ministri di revocare l’autorizzazione in caso di emergenza: “Altro che rivoluzione, continua a decidere Roma”.
Professioni.
Possibilità di intervenire sugli albi e crearne di nuovi. “Ma senza un euro in più”, attacca l’esponente d’opposizione.
Tutela della salute.
La sanità è già competenza regionale. La novità riguarderebbe il coordinamento della finanza pubblica sanitaria. Il presidente della Regione Alberto Stefani in aula ha parlato di 17 milioni di euro potenzialmente liberabili. “Diciassette milioni su un bilancio sanitario di 12,4 miliardi sono nulla – replica Cunegato –. Avevano promesso decine di miliardi, oggi brindano per briciole”.
Previdenza complementare e integrativa.
Tema ancora più sensibile. Per Cunegato favorire le assicurazioni sanitarie integrative rischia di indebolire il sistema universale. Ricorda che solo il 27% dei lavoratori è coperto da polizze e appena il 10% dei pensionati. E cita le stime del professor Cavicchi sugli sgravi fiscali: circa 10 miliardi di minori entrate per lo Stato. “Risorse sottratte alla sanità pubblica e spostate verso il privato”.
È in questo contesto che Cunegato definisce “una cifra messa lì a caso” i 300 milioni evocati come possibile beneficio per il territorio. “Non c’è alcuna documentazione che spieghi da dove arrivino”.
La replica: “Non propaganda ma responsabilità”
Di segno opposto la lettura del presidente Stefani, che parla di un primo passo concreto verso un’autonomia più ampia. Per il governatore non si tratta di fuochi d’artificio ma di competenze reali, che consentiranno una gestione più efficace e margini di programmazione più ampi.
Due narrazioni che si scontrano: da un lato chi parla di promesse ridimensionate e risorse inesistenti, dall’altro chi rivendica un percorso graduale ma irreversibile. L’Autonomia torna così al centro della scena politica veneta, tra accuse di propaganda e rivendicazioni di svolta storica.
Ecco l’intervista video rilasciata in queste ore dal Governo del Veneto: