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La Regione investe 5 milioni di euro per promuovere reti territoriali tra aziende, enti pubblici e Terzo Settore.

Il welfare aziendale entra sempre più al centro delle politiche di sviluppo. Lo conferma il progetto WELL-FARE – Il welfare che connette, con cui la Regione Veneto ha destinato 5 milioni di euro alla promozione di reti territoriali tra imprese, enti pubblici e Terzo Settore per favorire nuovi modelli di benessere organizzativo.

Ufficialmente approvato e lanciato il 15 settembre 2025, ha visto con il nuovo anno l’avvio effettivo delle attività e dei relativi progetti, fase che sta entrando nel vivo proprio in questi mesi. E i primi segnali sono incoraggianti, raccontando un’evoluzione ormai evidente: il welfare non rappresenta più soltanto uno strumento di fidelizzazione del personale, ma una leva capace di incidere sulla competitività delle imprese, sulla qualità del lavoro e sulla tenuta del tessuto economico.

«Per anni il welfare aziendale è stato considerato quasi esclusivamente un insieme di benefit o un’opportunità fiscale» afferma Matteo Pasetti, titolare Unipasetti Welfare. «Oggi il messaggio che arriva dalla Regione Veneto è molto diverso: il welfare diventa una leva di politica economica. Significa aiutare le imprese ad attrarre competenze, trattenere professionalità, sostenere le famiglie e costruire organizzazioni più solide. Chi continuerà a considerarlo soltanto un costo rischia di perdere competitività.»

La scelta della Regione arriva in un momento in cui le imprese devono confrontarsi con fenomeni strutturali come la difficoltà di reperire personale qualificato, l’invecchiamento della popolazione, la crescente domanda di conciliazione tra vita e lavoro e l’aumento dei bisogni di cura. Sfide che interessano in particolare il tessuto delle piccole e medie imprese, cuore del sistema produttivo veneto.

Il progetto WELL-FARE punta proprio a questo: favorire la nascita di reti territoriali capaci di mettere in relazione imprese, enti locali, servizi e Terzo Settore, superando la logica del singolo benefit per costruire un welfare condiviso e di prossimità.

«La vera novità – spiega Matteo Pasetti, titolare di Unipasetti Welfare – è il cambio di prospettiva. La Regione Veneto riconosce il welfare aziendale come uno strumento di sviluppo economico e sociale. Non si tratta semplicemente di incentivare qualche servizio in più per i lavoratori, ma di aiutare le imprese, soprattutto le piccole e medie, a costruire reti capaci di generare benessere, attrattività e competitività. Fare rete significa condividere servizi, competenze e opportunità che, individualmente, sarebbero molto più difficili da sostenere. È una visione moderna del welfare, che rafforza contemporaneamente imprese, lavoratori e comunità».

Il Veneto si colloca così tra i territori più dinamici nell’evoluzione del welfare aziendale, confermando una tendenza che vede sempre più spesso il benessere organizzativo diventare un fattore di attrattività, innovazione e sviluppo.

«La competitività non dipende più soltanto dal sostegno agli investimenti in tecnologia o sviluppo di competenze» conclude Pasetti «Dipende sempre di più dalla capacità di un territorio di dare risposte sociali, facendo stare bene le persone che qui vivono. Per questo è così importante la mossa della Regione. Ci ricorda che il welfare aziendale, se progettato in modo strategico, diventa moltiplicatore di benessere».

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