La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, ha approvato un bando da 1.127.700 euro per finanziare la riqualificazione dei mercati rionali. Le risorse, stanziate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, saranno destinate ai Comuni veneti per ammodernare le strutture, migliorarne l’accessibilità, l’efficientamento energetico, l’ampliamento e l’innovazione tecnologica.
“I mercati rionali non sono semplici spazi di vendita, sono presìdi di comunità, luoghi in cui si intrecciano relazioni, lavoro e identità dei quartieri. Raccontano la storia e la cultura dei nostri territori, oltre a rappresentarne un’attrattiva turistica. Difenderli significa tutelare la vita quotidiana delle città – dichiara l’assessore Massimo Bitonci -. Con questo bando sosteniamo i Comuni nella difesa del commercio di prossimità, dando priorità ai mercati di maggior pregio storico, culturale e turistico”.
La selezione dei progetti avverrà tramite graduatoria, con punteggi premiali per le strutture di maggior rilievo in questi ambiti. Le domande potranno essere inoltrate dal 7 al 18 settembre 2026.
Nati come cuore pulsante dei quartieri, i mercati rionali stanno vivendo una stagione di profonda crisi, stretti tra la concorrenza spietata della grande distribuzione organizzata e l’avanzata dello shopping online. Eppure, ridurre il mercato a un semplice luogo di scambio economico significa non comprenderne la reale natura. I mercati rionali sono, a tutti gli effetti, infrastrutture sociali insostituibili. Presidi comunitari che abbiamo il dovere di proteggere e rilanciare. Ecco perché difendere il mercato rionale sotto casa significa difendere il benessere intero della nostra comunità. Basta andare a dare una occhiata a quello del lunedì a Thiene per vedere anziani, che non escono mai da casa. Ecco perchè il mercato è un antidoto alla solitudine e piazze di coesione sociale. Magari non compri niente, ma lì incontri chi non vedi da tempo e in un mondo più digitale , il mercato resta uno dei pochi spazi fisici in grado di generare relazioni umane spontanee. Al mercato non si scansiona un codice a barre; si parla, ci si scambia ricette, si chiede della salut.