I Sindaci dell’Alto Vicentino rinnovano la richiesta di essere ascoltati da Roma. E nel silenzio perdurante del Governo alle loro legittime istanze hanno incontrato il Deputato Erik Pretto e il Senatore Pierantonio Zanettin che si sono resi disponibili a raccogliere le osservazioni che hanno espresso su un progetto che non risponde minimamente a logiche di efficienza della Giustizia e alla storia dell’intero territorio.
«Il tema – hanno ribadito i primi cittadini presenti all’incontro che si è svolto a Thiene – non è solo l’inefficienza dell’apertura del Tribunale della Pedemontana, attestata da tutti i tecnici e operatori del diritto. Il tema è anche la totale mancanza di rispetto a un intero territorio che, attraverso i suoi Sindaci e migliaia di cittadini, ha espresso con chiarezza una posizione che non può essere ignorata. La giustizia è un servizio essenziale che deve garantire efficienza, tempi certi, qualità e organizzazione. Per questo chiediamo che ogni scelta venga compiuta sulla base di valutazioni oggettive e nell’interesse dei cittadini, non attraverso decisioni imposte dall’alto e logiche di campanile. Ribadiamo che questo progetto penalizza l’Alto Vicentino, un territorio che, quando è stato necessario, ha sempre saputo fare squadra. Oggi, invece, si vorrebbe addirittura smembrarlo, con un progetto che spacca i suoi Comuni in due: una parte verso Bassano e l’altra verso Vicenza. E quel che è più grave, senza alcun confronto con chi questo territorio lo amministra e rappresenta ogni giorno.
Non possiamo accettare questo metodo. Già nel marzo 2025 ventisette Sindaci avevano scritto una lettera per esprimere le proprie perplessità sul progetto, senza ricevere alcuna risposta. E, nel maggio del 2026, i Sindaci dei Comuni assorbiti nel circondario del nuovo Tribunale della Pedemontana, ha nuovamente ribadito la sua contrarietà al Ministro della Giustizia, nel silenzio totale delle Autorità Centrali.
È questo il rispetto istituzionale che si intende riservare agli enti locali e ai suoi Sindaci? È questa la tanto ostentata attenzione al territorio di alcuni politici che si beano di essere vicini alla propria gente e ai propri amministratori? Chiediamo che l’Altovicentino sia ascoltato. Che nessun penalizzante smembramento si abbatta su un territorio che, con la sua gente, i suoi imprenditori, i suoi lavoratori, merita maggior rispetto. Chiediamo ancora una volta di essere ricevuti a Roma. Visto che il Ministero della Giustizia ignora la nostra voce, lo chiediamo anche al Presidente della Commissione Giustizia della Camera e a tutti i Capigruppo parlamentari. Le ragioni dell’Alto Vicentino devono essere ascoltate prima che vengano assunte decisioni che ne condizioneranno il futuro. Non chiediamo privilegi. Chiediamo rispetto, ascolto e la possibilità di partecipare alle scelte che riguardano la nostra comunità. È una questione di dignità istituzionale e di rispetto verso i cittadini che rappresentiamo».