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Lane. Tifosi in fermento, il Vicenza si prepara alla serie B tra mercato, stadio e interrogativi sul progetto. Il punto

La promozione in Serie B ha riacceso entusiasmo, passione e aspettative attorno al Vicenza.
La risposta della piazza è stata straordinaria, con una campagna abbonamenti che si è chiusa a quota 8.474 tessere vendute. Tanti sono i tifosi biancorossi che sono riusciti (è proprio il caso di dirlo visto quanto successo) a sottoscrivere la tessera per assistere alle partite casalinghe di Costa e compagni. Un dato che certifica ancora una volta il legame profondo tra la città e la squadra biancorossa.
Eppure, proprio mentre cresce l’attesa per il ritorno nel calcio cadetto, sul profilo facebook di  “AltovicentinOline” sono iniziati a emergere anche interrogativi e malumori. Il sentimento che si legge tra i sostenitori non è quello di una contestazione aperta, quanto piuttosto di una crescente richiesta di chiarezza. Una parte della tifoseria, infatti, ritiene che l’entusiasmo generato dalla promozione debba essere accompagnato da un progetto all’altezza della nuova categoria.
Tra i commenti che abbiamo raccolto con grande interesse dal nostro profilo social, è quello del thienese Riccardo Bonotto, che va oltre la semplice valutazione dei singoli acquisti. Al centro ci sono tre questioni destinate a caratterizzare il dibattito nelle prossime settimane: la competitività della rosa, la destinazione delle risorse economiche rese disponibili dal salto di categoria.
“Se non si riesce a prevalere su un avversario di C, attualmente in difficoltà e che subirà penalizzazioni, ben venga uscire – spiega rammaricato Riccardo Bonotto -. Chissà che questo sia un campanello di allarme forte per cui la squadra, così come è stata costruita, ha dei limiti oggettivi. “E NON LI VEDE SOLO CHI NON LI VUOLE VEDERE”. Stanno commettendo lo stesso errore del Padova, che di questi tempi battevamo con un budget tagliato del 30%, e poi siamo andati a Genova a giocarcela. Poi il Padova ha fatto un campionato di sofferenza. Se lo dobbiamo fare anche noi, almeno abbiano la compiacenza di dirlo, ma non possono dopo più di 10 mila abbonamenti e gli altri introiti (diritti Tv e contributi di Lega) che entreranno. Oltretutto -fossero quattro scalsacan- ma si fa capo a uno dei più ricchi del mondo, per cui…. Già avete gestito di me**a il discorso abbonamenti cercando di scaricarla sui club e alla faccia della gente in fila sotto il sole…Non avete mosso un dito per sollecitare l’ampliamento del Menti o metterci mano concretamente nonostante l’apertura del Comune in tal senso, però i soldi ve li siete presi, intanto! A tutt’oggi non avete speso nulla per gli acquisti, salvo rimettere a nuovo uno rotto. Volete rendervi conto o no che in B serve un passo e una qualità diversa e la gente non è stupida??? Io sono stato in ferie in Calabria – continua Riccardo Bonotto -, e mi sono fermato a Cosenza apposta dopo quattro anni, per tornare in quello stadio dove abbiamo perso la B…E qualcuno festeggiava lo scudetto del Milan. Non sognatevi di farci ripetere esperienze simili solo perché, nonostante aveste tutto il tempo, non siete stati sufficientemente lungimiranti. Non sognatevelo! O abbiate il coraggio di dire che così stanno andando le cose, ma fatelo! Altrimenti mettetevi una mano sulla coscienza e provvedete. O pensate che facendo gli struzzi i problemi si risolvono?
Il mercato al centro delle preoccupazioni
Il primo tema, inevitabilmente, riguarda il mercato. Per una squadra appena promossa in Serie B, la costruzione dell’organico rappresenta uno dei passaggi più delicati dell’intera stagione. Il salto di categoria comporta infatti un aumento significativo del livello tecnico e della qualità delle squadre. È proprio su questo punto che una parte dei tifosi manifesta le proprie perplessità. La critica che circola maggiormente sui social è quella di una campagna acquisti giudicata finora troppo prudente. Il riferimento è soprattutto alla scelta di puntare, almeno in parte, su giocatori arrivati a parametro zero oppure su elementi chiamati a rilanciarsi dopo periodi complicati, compresi calciatori reduci da infortuni di lunga durata. Per i sostenitori più critici, una strategia di questo tipo può certamente avere una logica economica, ma rischia di non essere sufficiente per affrontare una categoria nella quale ogni dettaglio può fare la differenza.
Il punto non è chiedere alla famiglia Rosso una squadra costruita a colpi di milioni, ma capire quale sia il livello di investimento che la società considera necessario per rendere realmente competitiva la rosa. La domanda che si fanno molti tifosi è quindi semplice: dopo una promozione conquistata con entusiasmo e partecipazione popolare, il Vicenza sarà disposto a compiere un ulteriore sforzo per consolidarsi in Serie B? A rendere il dibattito ancora più acceso è il budget economico. Il passaggio in Serie B modifica sensibilmente il contesto finanziario nel quale opera il club. Ai ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti e dagli abbonamenti si aggiungono le maggiori entrate legate alla partecipazione al campionato cadetto, comprese quelle derivanti dai diritti televisivi e dai contributi previsti dalla Lega. Ed è proprio il rapporto tra maggiori ricavi e investimenti sulla squadra a rappresentare uno dei punti più discussi tra i sostenitori.
Venduti quasi 9 mila abbonamenti
Nonostante le critiche, il dato più significativo rimane forse un altro: la tifoseria ha scelto di esserci. Raggiungere quasi 9 mila abbonamenti significa che il rapporto tra il Vicenza e il proprio pubblico è ancora fortissimo. È una base sulla quale costruire, ma anche una responsabilità per chi guida il club. La promozione ha riacceso entusiasmo e orgoglio, ma proprio per questo ha alzato ulteriori aspettative. Dopo anni complicati, il popolo biancorosso vuole vivere il ritorno in Serie B come l’inizio di una nuova fase e non semplicemente come una breve parentesi. È in questo contesto che vanno lette le critiche emerse nelle ultime settimane. Non soltanto come una richiesta di acquistare più giocatori, ma come la domanda di capire quale sia realmente la direzione intrapresa dalla società.
Ora servono risposte concrete
Il Vicenza si trova davanti a una fase decisiva. Da una parte c’è l’enorme patrimonio rappresentato da una tifoseria tornata a sognare e pronta a riempire gli spalti. Dall’altra ci sono le difficoltà e le responsabilità che comporta il ritorno in Serie B. Mercato, bilancio e stadio sono tre partite diverse, ma strettamente collegate tra loro. Sul mercato servirà dimostrare che la rosa è stata costruita pensando realmente alle esigenze della categoria. Sul piano economico sarà necessario spiegare con trasparenza quali siano le possibilità e gli obiettivi della società. Sul fronte dello stadio, infine, occorrerà trasformare il confronto istituzionale in un percorso concreto, con tempi e soluzioni credibili. Il messaggio che arriva dalla tifoseria, dunque, non è necessariamente quello di una rottura. È piuttosto un avvertimento. Dopo la festa della promozione, adesso arriva il momento delle scelte. Una Serie B conquistata con entusiasmo dovrà essere accompagnata da una società capace di dimostrare, con i fatti, di voler sfruttare fino in fondo l’opportunità conquistata sul campo. Perché il pubblico biancorosso ha già fatto la propria parte. Ora, inevitabilmente, aspetta di capire quale sarà quella della società.
Natalia Bandiera
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