Vannacci sta conquistando il Veneto e con Futuro Nazionale sta ridisegnando la destra regionale.
In pochi mesi, infatti, il Veneto è diventato una delle regioni chiave per la crescita di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci. I numeri raccontano bene la velocità del fenomeno: 110 comitati già omologati nel territorio regionale, una ventina in attesa di via libera e un ritmo di 3–4 nuove richieste al giorno. A fine agosto, quando esistevano solo le associazioni culturali legate a Il Mondo al Contrario, in Veneto se ne contavano appena dodici: un salto che dà la misura della trasformazione da movimento d’opinione a struttura politica.
Secondo quanto riportano i media regionali, il Veneto pesa oggi per circa 4.400 tesserati su 47.000 a livello nazionale, con picchi particolarmente significativi a Verona, che da sola ne conta 1.200. È il segnale di una scelta precisa: investire in una regione dove il voto di destra è radicato, ma dove una parte dell’elettorato sembra in cerca di un’offerta politica più identitaria e meno istituzionalizzata.
35 comitati nel Veronese, 24 nel Vicentino, 15 nel Padovano, 14 nell’area di Venezia, 10 tra Trevigiano e Rodigino e una prima presenza nel Bellunese (fonte Corriere). Non si tratta solo di “fan club” del generale, ma di strutture pensate come sezioni di partito, con referenti locali incaricati di tesseramento, iniziative pubbliche e costruzione di liste per gli appuntamenti elettorali futuri.
A colpire è anche il profilo di chi si avvicina a Futuro Nazionale. Non solo ex leghisti o delusi di Fratelli d’Italia, ma anche amministratori civici e figure provenienti dall’area di centro, talvolta descritte come “vecchi democristiani”. Il messaggio di Vannacci , forte su temi come identità nazionale, sicurezza, critica al politicamente corretto e all’establishment europeo, viene percepito in Veneto come una destra netta ma non necessariamente estremista, capace di parlare sia a un elettorato popolare sia a mondi tradizionalmente moderati.
Parallelamente alla crescita dei comitati, procede una silenziosa campagna di reclutamento nelle istituzioni locali: ogni settimana nuovi consiglieri comunali e amministratori annunciano l’adesione al progetto. Ieri, l’annuncio della deputata Laura Ravetto, che è passata dalla Lega a Futuro Nazionale. Una vera e propria big, che è stata seduta alla Camera dal 2006 ed è stata a lungo in Forza Italia. Era una delle politiche più in vista e influenti del Carroccio, a cui aveva aderito tradendo il partito fondato da Silvio Berlusconi.
Dopo il caso Ravetto, in Italia è Generale contro Capitano, riporta Open, il giornale online di Enrico Mentana. Perché il partito del vero militare è un polo d’attrazione per molti salviniani delusi o a rischio poltrona.
In tutta Italia, al momento (mercoledì 21 maggio 2026), sono 50mila gli iscritti a Futuro Nazionale.
di Redazione AltovicentinOnline