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Lavoro. Welfare, banca ore e aiuti sulle bollette nel contratto dell’alimentare in Veneto

C’è la Banca ore solidale per mettere a disposizione ferie e permessi a favore di lavoratori che si trovino in situazioni di necessità e assistenza. E c’è il contributo annuale “Bollette energia dipendenti”, da 200 euro per i lavoratori con Isee fino a 23.000 euro per spese per energia elettrica o gas. Per la previdenza, per incentivare l’adesione ai fondi negoziali dell’artigianato, si conferma il contributo a carico delle imprese pari all’1,8% della retribuzione utile ai fini Tfr per tutti i dipendenti già iscritti o che aderiranno successivamente alla previdenza complementare con il conferimento del Tfr. Sul piano economico, per il 2025, è previsto un intervento una tantum di welfare aziendale con importi fino a 340 euro annui. Viene inoltre reso strutturale l’elemento retributivo regionale (Ert) e per il triennio 2026-2028 viene introdotto il nuovo Premio di risultato veneto legato a parametri di produttività e andamento aziendale, che potrà beneficiare della detassazione prevista dalla normativa e sarà erogato in tre tranche: 350 euro nel 2027, 370 euro nel 2028 e 390 euro nel 2029, con la possibilità dei lavoratori di convertirlo in welfare, usufruendo di un incremento aggiuntivo del valore di 20 euro. C’è tutto questo nel nuovo contratto collettivo regionale del Veneto (valido fino al 2028) per i dipendenti del settore alimentare artigiano, dell’alimentare non artigiano fino a 15 dipendenti, del settore panificazione e di altre attività firmato ieri da Confartigianato, Cna e Casartigiani con Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil. “Siamo riusciti a definire un rinnovo coerente con le esigenze del settore, capace di valorizzare il lavoro in un comparto strategico che rappresenta un patrimonio economico e sociale”, dicono i vertici delle associazioni artigiane.

La scelta di introdurre il Premio di risultato Veneto “va nella direzione di legare, in modo trasparente e misurabile, una parte della retribuzione ai risultati dell’impresa, riconoscendo l’impegno delle persone e sostenendo, allo stesso tempo, la capacità delle aziende di investire e crescere in un contesto economico ancora complesso. È un segnale di responsabilità condivisa, che rafforza la cultura della produttività e della collaborazione e contribuisce a rendere il settore più stabile e attrattivo, anche per chi si avvicina oggi a questi mestieri”, affermano Cristiano Gaggion e Ruggero Garlani, presidente e vice di Confartigianato, Catia Olivetto, numero uno Cna, e il presidente di Casartigiani Franco Storer. Per i segretari di Fai-Flai-Uila (Andrea Zanin, Giosuè Mattei e Daniele Mirandola), “il rinnovo rappresenta un risultato importante, frutto di un confronto serio che conferma il buon livello delle relazioni sindacali maturato nel tempo. Si tratta di un segnale chiaro, che evidenzia che la contrattazione integrativa è uno strumento concreto, capace di migliorare realmente le condizioni di lavoro e di redistribuire attraverso il salario di secondo livello un pezzo del valore prodotto. Soprattutto in un contesto economico segnato in generale dall’aumento del costo della vita, dei costi energetici e dei servizi, da una inflazione reale ancora a livelli troppo elevati. L’accordo dimostra come sia possibile tenere insieme competitività delle imprese, diritti, sicurezza e salario”.

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