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Liste d’attesa, nell’Ulss 7 sono 1.907 i pre-appuntamenti sospesi. L’accusa: “Sistema usato per nascondere i ritardi”

Sono 1.907 le prestazioni sanitarie ancora ferme nella fase di “pre-appuntamento” nell’Ulss 7 Pedemontana. Di queste, 31 riguardano la classe B (da erogare entro 10 giorni), 1.244 la classe D (entro 30 giorni) e 632 la classe P (programmabile entro 60-90 giorni). È il dato che emerge dall’accesso agli atti presentato dai consiglieri regionali del Partito Democratico, che hanno ottenuto dalla Regione Veneto i numeri aggiornati al 23 giugno.

Secondo il gruppo dem, il sistema della cosiddetta “presa in carico” si sarebbe trasformato in una sorta di limbo amministrativo nel quale le ricette vengono registrate senza che al paziente venga assegnato un appuntamento preciso. Una pratica che, sostengono i consiglieri, finirebbe per alleggerire artificialmente le liste d’attesa ufficiali, senza risolvere il problema dei tempi di accesso alle prestazioni.

La situazione dell’Ulss 7 si inserisce in un quadro regionale che conta complessivamente 36.481 prestazioni bloccate nel pre-appuntamento. Di queste, 14.835 appartengono alla classe D, mentre 21.615 riguardano la classe P. L’azienda sanitaria della Pedemontana rappresenta quindi oltre il 5% del totale regionale.

La denuncia porta la firma del capogruppo del Pd in Consiglio regionale Giovanni Manildo e delle componenti della Commissione Sanità Anna Maria Bigon, promotrice della richiesta di accesso agli atti, Chiara Luisetto e Monica Sambo.

“Ormai la cosiddetta presa in carico è diventata una vera e propria camera di compensazione, pensata per diminuire le liste d’attesa ufficiali e nascondere il superamento dei tempi massimi previsti dalla legge”, affermano i consiglieri. “Nei fatti al cittadino non viene assegnata alcuna data né alcun orario d’appuntamento. Si tratta di un parcheggio formale dove la ricetta resta sospesa, evitando che il ritardo figuri nei monitoraggi ufficiali.”

Il Partito Democratico segnala inoltre un ulteriore fenomeno che contribuirebbe a rendere invisibile la domanda sanitaria: le difficoltà di accesso ai Cup. Secondo le testimonianze raccolte, molti utenti si sentirebbero rispondere che le agende sono chiuse e che è necessario richiamare, oppure rimarrebbero in attesa telefonica per lunghi minuti fino all’interruzione della linea. Situazioni che, denunciano i consiglieri, porterebbero numerosi cittadini a rinunciare del tutto alla prenotazione.

Per questo il Pd chiede di eliminare il blocco delle agende, potenziare i centralini e registrare immediatamente ogni richiesta nel sistema informativo. Tra le proposte avanzate figura anche una maggiore trasparenza nel calcolo dei tempi d’attesa, facendo partire il conteggio dal giorno in cui il cittadino presenta la ricetta al Cup e includendo anche il periodo trascorso nel pre-appuntamento. Infine, i consiglieri sollecitano un piano straordinario di assunzioni e il rafforzamento dell’offerta sanitaria pubblica, ritenendo che solo un aumento del personale e delle agende disponibili possa ridurre realmente le liste d’attesa.

di redazione AltovicentinOnline

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