L’ex sindaco avrebbe manifestato la disponibilità a ricandidarsi nel 2029 con una lista civica sostenuta dall’esterno da Fratelli d’Italia. Un’ipotesi ancora da confermare che riapre gli interrogativi sul ritiro annunciato e sulla fine del rapporto politico con la sua “successora”.
Valter Orsi è davvero uscito dalla scena politica di Schio? Le dimissioni dagli incarichi istituzionali sembravano segnare la fine di un percorso durato dieci anni alla guida della città. Eppure, secondo una ricostruzione basata sulle testimonianze di ex esponenti della maggioranza e su contatti negli ambienti politici provinciali, l’ex sindaco potrebbe tornare a giocare la partita nel 2029, alla guida di una lista civica sostenuta dall’esterno da Fratelli d’Italia.
Il progetto, se confermato, aprirebbe un interrogativo politico non secondario: come conciliare una nuova candidatura con le ripetute dichiarazioni con cui Orsi aveva escluso di voler tornare a fare il sindaco? Al momento, l’ipotesi non risulta formalizzata e necessita di conferme da parte dei diretti interessati.
La successione e la rottura con Marigo
Dopo dieci anni alla guida di Schio, Orsi aveva passato il testimone a Cristina Marigo, già assessora e vicesindaca della sua amministrazione. Una successione nel segno della continuità civica, almeno nelle intenzioni iniziali, che avrebbe però lasciato emergere presto divergenze sul modo di amministrare la città. Marigo avrebbe voluto imprimere al mandato una propria direzione, senza limitarsi a proseguire l’esperienza del predecessore. Secondo le testimonianze raccolte, Orsi avrebbe invece faticato ad accettare il nuovo assetto e il ruolo più defilato rispetto a quello ricoperto negli anni precedenti.
Tra gli episodi che avrebbero contribuito ad alimentare le tensioni c’è la discussione sulla presidenza del Consiglio comunale. Alle resistenze sul nome di Secondin sarebbe seguita la disponibilità dello stesso Orsi, presentata come una possibile soluzione per ricomporre le divergenze interne. Anche la formazione della giunta avrebbe generato aspettative differenti, con alcuni consiglieri storici favorevoli a un suo coinvolgimento e l’ex sindaco inizialmente contrario ad assumere un incarico che avrebbe potuto condizionare la nuova amministrazione.
Con il passare dei mesi, tuttavia, il rapporto con Marigo si sarebbe deteriorato. Ai richiami al ritiro e al ritorno al proprio lavoro di saldatore si sarebbe affiancato il malcontento per un ruolo percepito come marginale. Alcune critiche all’operato della sindaca e della giunta sarebbero state espresse anche in incontri informali, lontani dalle sedi istituzionali. Il contrasto avrebbe così superato le singole decisioni amministrative, investendo il rapporto tra il vecchio e il nuovo corso. La frattura è diventata evidente con le dimissioni di Orsi prima dalla presidenza del Consiglio comunale e poi dal Consiglio stesso.
Il gruppo misto e lo scenario del 2029
Il successivo passaggio di Anna Nardi e Alberto Bertoldo al gruppo misto ha modificato ulteriormente gli equilibri politici cittadini. Un loro eventuale coinvolgimento nella civica ipotizzata per il 2029 potrebbe offrire al progetto un primo riferimento consiliare, ma la loro adesione resta da verificare.
La ricostruzione degli ambienti provinciali colloca le origini della possibile operazione nel periodo delle elezioni regionali del 2025, attorno alla candidatura di Nardin. Nel corso di un incontro a tre a Vicenza sarebbe stata discussa un’intesa in due tempi: prima il sostegno al candidato regionale, poi l’appoggio esterno di Fratelli d’Italia a una lista civica guidata da Orsi.
Il progetto avrebbe potuto svilupparsi dopo il tentativo di ribaltone di fine 2025. Resta però da chiarire se l’ipotesi iniziale contemplasse elezioni anticipate oppure direttamente la scadenza amministrativa del 2029. Si tratta di passaggi che, senza conferme dirette e riscontri ulteriori, non possono essere considerati un accordo definito. Il ruolo dei vertici locali e provinciali di Fratelli d’Italia sarebbe comunque determinante per trasformare l’eventuale interlocuzione in un sostegno politico concreto.
I segnali e le incognite
Alcuni elementi contribuiscono ad alimentare le indiscrezioni sul possibile ritorno di Orsi. L’ex sindaco avrebbe partecipato a iniziative e presidi riconducibili a Fratelli d’Italia, mentre negli ambienti politici circolano voci sulla possibile presentazione di una nuova lista civica.
Anche lo slogan «Schio nel cuore», utilizzato da Orsi nella campagna elettorale del 2019 e ripreso da Fratelli d’Italia in alcune uscite, è stato indicato come un possibile segnale di vicinanza. Un elemento che, da solo, non dimostra però l’esistenza di un’intesa elettorale.
Da interpretare anche la presenza di Orsi alla prima uscita con il gazebo di Futuro Nazionale, il movimento legato a Roberto Vannacci. L’episodio lascia aperti interrogativi sul perimetro politico entro cui l’ex sindaco potrebbe muoversi, ma non consente di stabilire se vi sia un progetto condiviso né di attribuire all’iniziativa finalità diverse da quelle dichiarate.
La parola data e il passaggio di testimone
Se l’ipotesi di una candidatura nel 2029 dovesse concretizzarsi, Orsi sarebbe chiamato a spiegare il cambiamento di posizione rispetto alle dichiarazioni con cui aveva annunciato il proprio ritiro. Non si tratterebbe soltanto di una scelta elettorale: sarebbe anche una questione di coerenza politica nei confronti di chi aveva interpretato quelle parole come la conclusione definitiva della sua esperienza amministrativa.
Il possibile sostegno esterno di Fratelli d’Italia porrebbe un secondo interrogativo. Quanto sarebbe autonoma una lista civica nata attorno all’ex sindaco se il suo progetto elettorale dipendesse dall’appoggio di un partito? Un’alleanza di questo tipo potrebbe essere una scelta pragmatica, ma esporrebbe Orsi anche alle critiche di chi vedesse in essa la necessità di recuperare una forza politica venuta meno dopo la rottura con il gruppo che aveva contribuito a costruire.Per ora il ritorno resta un’ipotesi, non una decisione annunciata. Ma la domanda politica è già sul tavolo: Orsi ha davvero passato il testimone a Cristina Marigo oppure considera ancora aperta la partita per il governo di Schio? Se scegliesse di ricandidarsi, sarebbe questa la contraddizione più difficile da spiegare: aver dichiarato conclusa la propria esperienza e tornare in campo proprio quando la sua successora ha rivendicato la libertà di governare con una propria identità.
di redazione AltovicentinOnline