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Rischio di privatizzazione totale dei Pronto Soccorso: l’allarme di Carlo Cunegato

 

È un grido d’allarme quello lanciato da Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nel Consiglio regionale del Veneto. In un’interrogazione depositata oggi alla Giunta regionale, Cunegato denuncia il rischio concreto di una esternalizzazione totale dei Pronto Soccorso nelle ULSS del Vicentino, un fenomeno che, secondo lui, metterebbe in pericolo la tenuta del servizio pubblico di emergenza-urgenza.

Secondo i dati raccolti da AVS, nell’ULSS 8 Berica solo una ventina dei circa 80 medici in servizio nei Pronto Soccorso risultano strutturati, mentre il restante 75% proviene da cooperative esterne. “Una dipendenza dall’esterno – afferma Cunegato – che rende il servizio fragile, e che rischia di aggravarsi alla luce dei nuovi orientamenti normativi del governo.”

Il riferimento è al decreto-legge varato dall’esecutivo Meloni, che prevede il ricorso all’appalto esterno dell’intero servizio nei casi in cui non sia possibile internalizzare il personale. “Ma se mancano i medici – spiega Cunegato – non puoi internalizzare. Il risultato è che le Ulss non possono più prorogare i contratti con le cooperative e saranno costrette, alla scadenza degli appalti, a privatizzare completamente i Pronto Soccorso. È un paradosso: una norma pensata per ridurre il fenomeno dei ‘gettonisti’ rischia di produrre l’effetto opposto.”

Cunegato ricorda anche la delicata situazione dell’ULSS 8 Berica, dove “18 medici esterni sono stati allontanati dopo gli ‘incident report’ segnalati dal personale del comparto”. A pagarne il prezzo, sottolinea, sono i cittadini: “Queste persone lavorano in prima linea, spesso salvando vite. Non si può giocare con la salute pubblica. Ora, con la nuova normativa, i Pronto Soccorso di Valdagno e Noventa Vicentina rischiano la privatizzazione integrale, mentre per Santorso si profila l’esternalizzazione dei codici bianchi.”

Il capogruppo di AVS invita la Regione Veneto a intervenire con urgenza: “Una volta privatizzato un Pronto Soccorso, tornare indietro diventa quasi impossibile. Si smantella un presidio pubblico, si mette sotto pressione il personale strutturato e si perde un servizio di qualità superiore. Chiediamo alla Regione di agire subito, prima della scadenza degli appalti, e di farsi portavoce presso il governo per correggere una normativa che sta producendo effetti distorti e pericolosi.”

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