La strategia disegnata da Stefani segna uno dei tentativi più ambiziosi degli ultimi anni per rispondere all’emergenza abitativa: recuperare il patrimonio esistente, calmierare gli affitti e trattenere in regione giovani e professionisti, soprattutto nel mondo sanitario.
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha annunciato una svolta nelle politiche abitative regionali: un piano che punta a trasformare l’emergenza casa in un’occasione di rigenerazione urbana e sostegno alle categorie più esposte al caro‑affitti. L’annuncio è stato dato in un’intervista pubblicata dal Corriere del Veneto.
Il Veneto cambia rotta: nasce l’Edilizia residenziale sociale
Non più soltanto case popolari. La Regione introduce l’Edilizia residenziale sociale (Ers), un modello che affianca alla tradizionale Erp un’offerta di alloggi a affitto calmierato destinati a categorie considerate strategiche: sanitari, educatori, operatori socio‑assistenziali e giovani coppie.
Il protocollo firmato a Feltre, con i primi dieci alloggi Ater riservati al personale sanitario, è il primo tassello di un mosaico molto più ampio.
Il patrimonio inutilizzato: 10.500 alloggi, mille da recuperare subito
La Regione dispone oggi di 10.500 alloggi pubblici sfitti perché bisognosi di lavori. Stefani ha annunciato che i 25 milioni di euro stanziati nel Piano casa serviranno a rimettere in funzione circa 1.000 unità, con un costo medio di ristrutturazione di 35.000 euro. Un intervento che permette di evitare nuova edificazione e di recuperare edifici esistenti, nel solco della lotta al consumo di suolo.
Un Testo unico sulla casa e regole riviste
Sul fronte normativo, è in arrivo una modifica alla legge sul social housing per permettere interventi su larga scala, superando l’attuale tetto previsto dalle norme. Il progetto potrebbe confluire in un Testo unico sulla casa, che trova apertura anche da parte delle opposizioni.
Tra le misure allo studio: l’introduzione del principio di autoriparazione, con incentivi per chi acquista immobili pubblici impegnandosi a ristrutturarli, la riconversione di grandi edifici antichi in foresterie e il dialogo con parrocchie e altri soggetti proprietari di immobili inutilizzati.
Affitti a 350 euro: la risposta al caro‑vita
Il nodo centrale resta il costo degli alloggi. Stefani stima che i canoni Ers potranno aggirarsi intorno ai 350 euro, una cifra che potrebbe trattenere in Veneto professionisti che oggi rischiano di abbandonare la regione. La priorità andrà a giovani coppie under 40, senza vincolo di matrimonio , e operatori sanitari, sempre più in difficoltà nelle città dove gli affitti superano spesso i 1.000 euro.
Protocolli in arrivo per ogni Usl
Il progetto pilota di Feltre non resterà un episodio isolato. La Regione sta lavorando a protocolli analoghi con tutte le Usl venete, puntando a sostenere infermieri, oss ed educatori che spesso guadagnano troppo per accedere alle case popolari e troppo poco per pagare gli affitti di mercato.
Nuovi capitali e un ruolo di regia per la Regione
Oltre ai fondi iniziali, la Regione conta sull’interesse manifestato da Cassa Depositi e Prestiti Real Estate, Confindustria ed Esu, già presenti al Tavolo casa. Obiettivo: trasformare il Veneto in un catalizzatore di investimenti pubblici e privati dedicati all’abitare, anche attraverso il coinvolgimento diretto dei Comuni.
di Redazione AltovicentinOnline