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A Schio l’arte dei giovani trasforma la città

Presentanti al Faber Box di Schio i pannelli degli studenti dell’IIS Tron-Zanella-Martini, e alla Torretta di Palazzo Fogazzaro il progetto “Schio Spera” degli Scout del Noviziato Schio 6°. La Città di Schio ha vissuto una doppia inaugurazione all’insegna del protagonismo giovanile e della creatività. Due location, due progetti, un unico filo conduttore: i giovani che scelgono di investire energie, talento e immaginazione negli spazi della propria città.

Presente ad entrambe le inaugurazioni, l’assessore alle Politiche Giovanili, Milva Scortegagna: “Entrambi i progetti ci raccontano qualcosa di importante: i giovani non sono spettatori della città, ne sono protagonisti. Vedere ragazze e ragazzi che scelgono di dedicare il loro tempo, la loro creatività e la loro energia a progetti per la comunità è un esempio di cittadinanza attiva che gratifica e commuove. Ciò che colpisce di più è la capacità di lanciare messaggi universali, di speranza, di bellezza, di responsabilità, usando il proprio linguaggio: quello dell’arte, delle immagini, dei colori. Un linguaggio che parla a tutti, che attraversa le generazioni e arriva dritto al cuore”.

Il Faber Box si rifà il look: gli studenti d’arte firmano i pannelli. Al Faber Box, centro della creatività giovanile scledense, ha preso vita l’inaugurazione di due grandi pannelli artistici posizionati al primo e al quarto piano dell’edificio. Le opere sono state realizzate dagli studenti delle classi quarte ad indirizzo Arti Figurative dell’IIS Tron-Zanella-Martini, in collaborazione con le Politiche Giovanili del Comune di Schio. All’evento erano presenti studenti e docenti, l’assessore alle Politiche giovanili, Milva Scortegagna e il Dirigente, Silvio Grotto. Nello Studio Box è rimasta accessibile a tutti la mostra delle proposte delle due classi.

Pannello 1° piano – “Faber Pop” – classe 4BF. Cosa rende vivo un luogo? Per gli studenti della 4BF la risposta non sta nelle pareti di cemento, ma nel movimento di chi le attraversa. Il progetto “Faber Pop” nasce da una folgorazione visiva: la celebre panchina rossa alla Break Box, all’ultimo piano del Faber Box. In questa reinterpretazione artistica la panchina smette di essere un semplice arredo e si trasforma in uno scivolo dinamico che, come un lungo filo rosso, taglia trasversalmente gli ambienti collegando l’ultimo piano alla base. L’architettura è resa in rigoroso bianco e nero, lasciando allo scivolo l’unico elemento cromatico. Le stanze si popolano poi di figure stilizzate e coloratissime ispirate al linguaggio iconico di Keith Haring.

Il messaggio che gli studenti vogliono trasmettere è che l’identità del Faber Box non appartiene ai suoi muri, ma all’energia di chi lo vive. Un incontro tra Street Art e Design che trasforma lo spazio in una danza silenziosa capace di raccontarne l’anima collettiva.

Pannello 4° piano – “Vibrazioni Faber” – classe 4AF. Gli studenti della 4AF reinterpretano l’identità del Faber Box attraverso una serie di pannelli che fondono l’estetica di Keith Haring con il dinamismo della Pop Art. Al centro di ogni composizione figurano omini stilizzati che incarnano le diverse “anime” della struttura: la Music Box con il suo chitarrista, lo Studio Box con la figura assorta nella lettura, la Drama Box identificata dalle maschere teatrali.

L’attenzione si concentra sul gioco dei contrasti cromatici: lo spazio attorno alle figure è riempito da piccoli segni, pattern e icone minori che donano armonia e ritmo all’intera sequenza decorativa. Un manifesto della vitalità studentesca che trasforma un ambiente architettonico in un palcoscenico di storie, passioni e futuro.

“Schio Spera”: un messaggio di speranza invade il centro. La giornata ha riservato una seconda inaugurazione, questa volta alla Torretta di Palazzo Fogazzaro nel cuore del centro storico: “Schio Spera”, un progetto degli Scout del Noviziato dello Schio 6° di Magrè che apre la nuova edizione di SpaceInvaders, l’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale per valorizzare iniziative di cittadinanza attiva e il rapporto tra i giovani e gli spazi urbani della città.

Sei pannelli dipinti a mano, tavole realizzate a colore su legno, sono stati collocati sulle pareti della Torretta. Lo storytelling grafico parla del bisogno di un futuro buono, di un tempo e di uno spazio dove è ancora possibile generare speranza da parte di tutti.

La voce degli Scout: “Questi pannelli non sono nostri. Sono di Schio”. “Per la nostra Impresa di Noviziato abbiamo scelto una strada precisa: portare speranza nella città e risvegliare il senso di responsabilità di ognuno. Viviamo in un tempo in cui la strada più semplice è chiudersi, dire ‘non mi riguarda’, aspettare che siano sempre gli altri a muoversi.

“Noi vogliamo ricordare qui, a Schio, che una cittadinanza attiva deve esserci, se vogliamo una città viva e da vivere. Non sono decorazioni. Sono veri e propri segnali. Ogni murale vuole dire una cosa semplice: che la speranza non è un’idea astratta, ma nasce quando qualcuno si muove. Che basta un gesto, una scelta, un momento di attenzione all’altro per cambiare il clima di una strada, di una piazza, di un quartiere.

“Noi scout impariamo fin da piccoli che ‘lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato’ non è uno slogan. È un impegno quotidiano. Questi pannelli non sono nostri. Sono di Schio. Sono un invito aperto: non restare a guardare. Partecipa. Costruisci. Spera, ma agisci”.

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