Buona la prima.
Sabato e domenica scorsi, 23 e 24 maggio, il cuore del centro storico di Schio si è animato di profumi di pizza e incontri. La prima edizione di “Che Pizza questa piazza” è andata ben oltre le aspettative: un successo che ha sorpreso per qualità e partecipazione, e che ha già spinto organizzatori e Comune a ragionare sulla replica.
L’idea, nata dalla collaborazione spontanea tra gli esercenti del centro e i titolari delle pizzerie PizzaBon e del Cerchio del Gusto, e tradotta in evento dalla Pro Loco con la collaborazione del Comune, ha trasformato piazza Statuto in uno spazio di socialità in cui la pizza ha fatto da pretesto perfetto per ritrovarsi.
Già sabato sera la piazza ha registrato una presenza inattesa per una prima edizione. Domenica, con la doppia fascia di pranzo e cena, la piazza si è nuovamente riempita.
“Un segno che gli scledensi hanno apprezzato. Non solo per la qualità della pizza, ma per l’atmosfera che si è creata: quella di un luogo dove sostare, non solo consumare. Una sperimentazione di socialità in piazza che ha funzionato, e che la città sembra aver fatto propria”, commenta Mauro Zattara, presidente della Pro Loco di Schio. “I partecipanti hanno apprezzato il fatto di poter parlare tranquillamente con gli amici senza essere disturbati dalla musica troppo alta. Un altro particolare, è stata l’assenza dell’uso dei cellulari a tavola dove il dialogo e le buone risate facevano da padrone. La Piazza chiusa ha inoltre favorito il gioco dei bambini che potevano correre tranquillamente in giro”.
“Il vero motore di “Che Pizza questa piazza” è stato il gioco di squadra. Un’idea nata dal basso, dal tessuto commerciale del centro, raccolta dalla Pro Loco e sostenuta dall’amministrazione comunale. Un esempio di buona collaborazione che, visto il successo, stiamo meditando di replicare”, aggiunge il vicesindaco, Barbara Corzato.
Conclude Giacomo Zoppello, titolare del Bar Garibaldi: “Volevamo creare qualcosa che tenesse le persone in centro, non solo per un acquisto e via. La pizza ci è parso il linguaggio giusto: universale, allegro, adatto a tutte le età. Vedere la piazza così è stata una soddisfazione enorme”.