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Da Lugo a Firenze. Il ‘Nodari’ conquista la fiera italiana della scuola

Grande successo per l’istituto comprensivo ‘Nodari’ di Lugo di Vicenza alla Didacta, la più grande fiera italiana dedicata alla scuola che si è svolta a Firenze dall’11 al 13 marzo. Vincente il progetto del ‘Nodari’, che  ha portato un’idea semplice quanto rivoluzionaria: cambiare il modo di vivere la scuola, partendo dal tempo e dallo spazio dell’apprendimento.

Il progetto ‘Slow Learning’
La proposta, illustrata dalla Dirigente Scolastica Laura Catteruccia e dal docente Daniele Dalla Costa, si fonda su una ristrutturazione profonda degli spazi e dei tempi della scuola secondaria di primo grado che mira a rendere l’apprendimento più stabile, inclusivo e rispettoso del valore della persona. Per concretizzare questa visione, l’istituto ha ridotto l’unità oraria, accorpando le lezioni in blocchi disciplinari. Questa scelta permette di diminuire il numero di materie affrontate giornalmente, alleviando sensibilmente il carico cognitivo degli studenti e favorendo tempi più distesi per la didattica attiva.

L’atelier quotidiano
Un momento chiave della giornata scolastica è l’atelier quotidiano, spazio nel quale i docenti lavorano in compresenza su attività laboratoriali, cooperative e interdisciplinari, permettendo agli studenti di diventare i reali protagonisti del loro percorso di crescita.

‘My School is My Home’: la scuola cambia volto
Parallelamente, il progetto ‘My School is My Home’ ha trasformato radicalmente l’ambiente fisico della scuola. L’edificio è stato suddiviso in aree tematiche disciplinari (letteraria, scientifico-matematica e tecnologico-artistica), dove ogni aula è assegnata a un docente che ne cura l’allestimento come laboratorio specifico. Non sono più gli insegnanti a spostarsi, ma gli studenti, che ruotano tra i diversi setting di apprendimento in totale autonomia. Per sostenere questa flessibilità, a ogni alunno è assegnato un armadietto personale per la custodia dei propri materiali.

Un modello di innovazione educativa
L’esperienza del ‘Nodari’, nata dall’esigenza di ripensare la scuola dopo la pandemia e con l’introduzione della settimana corta, è oggi un caso di eccellenza all’interno del movimento delle “Avanguardie educative”. Il successo riscosso alla Fortezza da Basso, durante i tre seminari realizzati e nello spazio dedicato a disposizione dei visitatori, conferma l’interesse crescente per una scuola capace di superare il modello trasmissivo a favore di una partecipazione motivata e consapevole dei giovani.
di Redazione AltovicentinOnline
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