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Dal Rifugio Locatelli alle contrade di Calvene: il presepe di Diego Pasin che racconta una vita

C’è ancora tempo, precisamente fino al 18 gennaio 2026, per visitare il Presepe Artigianale di Contrà Maglio Calvene. Per andare a vederlo, fai  un’escursione tra le contrade di Calvene e le vallate delle Dolomiti.

Tra il muschio ed un paesaggio incantevole, c’è una perfetta riproduzione del Rifugio Locatelli sulle Tre Cime di Lavaredo, perfettamente incastonato a corredo della natività, ma c’è anche una piccola e strabiliante malga di Calvene, adibita oggi a casa vacanze per i giovanissimi. E poi ci sono casette in muratura, completamente arredate con arredi realizzati a mano e statuine vestite con abiti realizzati su misura in tricot.

Un presepio che lascia a bocca aperta.

“A 13 anni facevo il Presepio con il traforo, poi ho cominciato a lavorare molto presto, mi sono sposato, ho avuto figli e non ho più avuto tempo, anche perché lavoravo 7 giorni su 7 – ha raccontato  negli anni scorsi ad Altovicentinonline – . Nel 2007 sono andato in pensione e nel 2008 ho partecipato ad un concorso a premi indetto dal parroco di Calvene. Ho fatto il presepio davanti casa e ho vinto il primo premio. Mi si è riaccesa la passione e da allora non ho più smesso”.

6mila ore di passione pura, da quel giorno a oggi, per realizzare piccole opere d’arte, che riproducono fedelmente la realtà e costruite con gli stessi materiali con i quali si costruiscono case, malghe e rifugi di montagna.

“Non mi sono mai accontentato di fare un presepio in legno o polistirolo, o usando quei materiali moderni che vanno di moda adesso – ha spiegato Pasin – All’inizio, era più quello che disfacevo di quello che facevo, ma con il tempo ci ho preso mano. Le case sono fatte in muratura, con mattoncini veri, saldati con la malta. Come le case vere. L’arredamento lo faccio io, a mano. Le statuine anche e mia sorella Danila fa i loro vestiti. Su misura, alta sartoria”.

Nel presepio si nota il Rifugio Locatelli, uno dei posti più famosi per chi ama la montagna. Ma non c’è solo quello, le riproduzioni di posti reali sono tantissime. In primis le contrade di Calvene. C’è la riproduzione dell’ ultimo forno di contrada ancora funzionante e poi la riproduzione del ponte di corde che a Calvene chiamavano “Il ponte che balla”, costruito nel 1900 e distrutto dalla piena del 1966. “Il presepio lo faccio sempre dentro una stalla – ha continuato l’artista – La natività è posizionata all’interno della riproduzione della stalla stessa, in onore del posto dove faccio il presepio”.

Una minuziosa ricostruzione realizzata da Diego Pasin che, con generosità e passione, si dedica al Presepe da ormai 17 anni. Tutto è iniziato con la ricostruzione di Contrà  Maglio, luogo dove è nato e cresciuto, per poi, anno dopo anno, arricchirsi con la ricostruzione dell’intero centro storico del paese. La rappresentazione rispecchia l’ambiente degli anni 40/50 ed ogni particolare è costruito in muratura, rigorosamente su scala, con uso di mattoncini fatti tutti a mano, come pure gli arredi interni ed esterni. Un’opera di  bellezza che colpisce, che si può  ammirare all’interno di un edificio rurale (ex stalla), in via Roma all’inizio del paese, in una superficie coperta di 60 metri quadrati.  
di Redazione AltovicentinOnline

 

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