Un’immagine destinata a collegare idealmente il luogo che custodisce le vittime della Grande Guerra con il santuario mariano di Vicenza, nel doppio anniversario che quest’anno accomuna le due terre.
Un fascio di luce nel buio della notte per unire idealmente il Pasubio a Monte Berico, la terra vicentina a quella trentina, nel segno della memoria e della pace. È l’iniziativa che lunedì 7 settembre porterà un momento di particolare suggestione sulle montagne dell’Alto Vicentino, in occasione della coincidenza di due importanti anniversari: i 100 anni dell’Ossario del Pasubio e i 600 anni dall’apparizione della Madonna di Monte Berico.
L’evento, promosso dall’associazione Camposilvano è e dai Vigili del Fuoco di Vallarsa, in collaborazione con il Comune di Vicenza, il Vescovado di Vicenza e la Fondazione 3 Novembre, vuole rappresentare un ponte simbolico tra due territori storicamente legati e rendere omaggio ai caduti della Grande Guerra.
L’Ossario del Pasubio, inaugurato nel 1926, custodisce infatti le spoglie di numerosi soldati italiani caduti durante il conflitto, ma anche quelle di molti militari austriaci. Uomini appartenenti a eserciti contrapposti che, nelle trincee del Pasubio, condivisero la stessa paura, la sofferenza e, per molti, il tragico destino della morte.
Ed è proprio a loro che sarà dedicato il momento culminante dell’iniziativa: “Raggio di memoria, luce di pace”.
Una luce dal Pasubio verso Monte Berico
La sera di lunedì 7 settembre, al termine del rosario celebrato dal vescovo Giuliano Brugnotto nel Santuario di Monte Berico, i partecipanti al pellegrinaggio diocesano saranno invitati a raggiungere il piazzale della Vittoria e a rivolgere lo sguardo verso nord, in direzione del Pasubio.
Alle 21.30, dal versante della montagna, partirà il segnale atteso: una fotoelettrica illuminerà la parete sud del Pasubio, creando un fascio luminoso visibile da Monte Berico.
Un gesto semplice ma fortemente simbolico, pensato per ricordare il sacrificio dei caduti e lanciare, a distanza di un secolo, un messaggio di pace in un mondo nel quale molte guerre continuano ancora a provocare morte e sofferenza.
Se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, la luce potrebbe essere visibile anche a grande distanza, fino alla pianura veneta orientale e persino verso Venezia.
Dal Pasubio a Vicenza, un ideale filo della memoria
L’iniziativa nasce anche dalla volontà di rafforzare l’amicizia e i legami tra l’Alto Vicentino e il Roveretano. Un rapporto che trova nel Pasubio uno dei suoi luoghi simbolo e che, in occasione dei due anniversari, viene rinnovato attraverso un gesto condiviso.
Il pensiero corre inevitabilmente ai soldati che durante la Prima guerra mondiale vissero sulle montagne del Pasubio. Italiani e austro-ungarici, assalitori e assaliti, uomini di fronte alla stessa precarietà della vita. In quelle trincee, tra bombardamenti, freddo e malattie, molti si affidarono alla fede, alla preghiera e alla speranza di tornare a casa.
Oggi, quel fascio di luce vuole idealmente raggiungere proprio quegli uomini, ricordandone il sacrificio senza distinzione di uniforme.
La fiaccolata da Pian delle Fugazze
Il programma della serata inizierà già alle 20.30, con una breve fiaccolata da Pian delle Fugazze all’Ossario del Pasubio. La distribuzione delle fiaccole è prevista alle 20, dietro l’Albergo Al Passo.
Il percorso, lungo circa due chilometri e interamente su strada asfaltata, condurrà i partecipanti fino al Sacello, dove l’arrivo è previsto intorno alle 21.
Prima dell’accensione del fascio luminoso sarà possibile visitare il Museo Prima Armata e ammirare le opere dedicate alla guerra realizzate dall’artista trentino Paolo Berti.
Poi, alle 21.30, il momento centrale della serata: il Pasubio si accenderà nella notte con il “Raggio di memoria, luce di pace”, trasformando la montagna in un grande simbolo di memoria e, soprattutto, in un richiamo alla pace.
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