Fondato come punto di riferimento essenziale per l’educazione e la diffusione della cultura musicale nell’Alto Vicentino, l’Istituto Musicale “Città di Thiene” si attesta oggi come una realtà storica e prestigiosa per l’intera comunità e si propone come modello sinergico vincente, capace di strutturare un’offerta formativa stratificata e flessibile, pensata per intercettare esigenze e fasce d’età differenti.
«Il raggio d’azione dell’Istituto si estende in modo significativo anche alla terza età e alle fasce più fragili della popolazione – è il commento dell’assessora Anna Maria Savio – e questo è un importante obiettivo raggiunto dalla coprogettazione avviata».
I progetti più innovativi in questo ambito sono tre.
Il Centro Residenziale “Guido Negri” di Thiene, parte della rete territoriale di servizi della Fondazione Opera Immacolata Concezione, ha ospitato in questi mesi il laboratorio sperimentale Dialoghi Sonori, ideato e curato da Matteo Scapin con il supporto degli educatori e degli psicologi della struttura.
L’iniziativa, che ha visto l’importante sostegno dell’Inner Wheel Schio-Thiene, ha coinvolto, in percorsi distinti, sia ospiti cognitivamente presenti sia persone accolte nei Nuclei Nuovi Passi dedicati alle persone con demenza, con l’obiettivo di esplorare il potenziale della musica e delle nuove tecnologie come strumenti di benessere, partecipazione e relazione.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle terapie non farmacologiche, interventi volti a massimizzare la qualità della vita attraverso il coinvolgimento attivo della persona. Il campione di riferimento ha coinvolto 14 ospiti del nucleo Alzheimer, caratterizzati da un decadimento cognitivo avanzato (MMSE < 10) e dalla presenza di disturbi del comportamento. Il laboratorio ha mirato a sollecitare risposte emotive e a modulare le competenze cognitive residue attraverso un percorso innovativo basato sull’ascolto e sull’esperienza musicale condivisa. Il progetto ha offerto agli ospiti nuove occasioni di espressione, coinvolgimento e socializzazione, confermando il valore delle attività che mettono al centro la persona e le sue capacità relazionali.
«Dialoghi Sonori ci ha ricordato quanto la musica possa continuare a parlare alle persone anche quando altre forme di comunicazione diventano più difficili. In particolare, gli ospiti accolti nei Nuclei Nuovi Passi hanno partecipato con interesse ed entusiasmo, mostrando emozioni, attenzione e una forte capacità di entrare in relazione con gli altri attraverso l’esperienza musicale condivisa. Abbiamo visto sorrisi, gesti spontanei di vicinanza, momenti di coinvolgimento e partecipazione che hanno arricchito non solo gli ospiti, ma anche gli operatori che li accompagnano quotidianamente», commenta la dott.ssa Emanuela Bolamperti, Direttore del Centro Residenziale “Guido Negri” di Thiene.
«Innovazione, creatività e attenzione alle relazioni possano diventare strumenti concreti di benessere e inclusione anche per le persone più fragili. La musica ha la capacità straordinaria di risvegliare emozioni, ricordi e connessioni profonde, contribuendo a mantenere vivo quel patrimonio di relazioni che rappresenta uno degli aspetti più preziosi della vita di ciascuno. Iniziative di rete come questa permettono di unire competenze professionali, ricerca e umanità, offrendo nuove opportunità di partecipazione e significato ai nostri ospiti», sottolinea Fabio Toso, Direttore Generale della Fondazione Opera Immacolata Concezione.
Una componente centrale del percorso è stata l’interazione con strumenti sonori non convenzionali. Oltre al canto di brani legati alla storia personale dei partecipanti, sono stati utilizzati dispositivi basati su tecnologia come controller midi, sensibili al tocco, che hanno permesso di produrre suoni attraverso il contatto fisico e la cooperazione tra le persone.
«Il richiamo musicale ha riattivato memorie profonde, ma è stato l’aspetto tattile e tecnologico a fare la differenza – dichiara Matteo Scapin, conduttore del progetto -. L’uso di strumenti sensibili al contatto ha stimolato una nuova connessione corporea e sonora. Vedere gli ospiti riconoscermi negli ultimi incontri come ‘quello degli strumenti strani’ conferma l’efficacia relazionale e l’impatto di questa esperienza sul loro vissuto quotidiano».
Sotto il profilo qualitativo, gli operatori hanno osservato una maggiore apertura relazionale, manifestata attraverso l’incitamento reciproco tra gli ospiti, un aumento dei tempi attentivi e gesti di affetto spontaneo, come il tenersi per mano durante l’ascolto. L’esperienza conferma come la musica, intesa come linguaggio universale e inclusivo, rappresenti uno strumento potente per stabilire ponti comunicativi anche laddove la patologia sembra aver interrotto i canali tradizionali.
Le altre iniziative per la fascia d’argento riguardano l’attività corale.
Il progetto Il tempo perfetto consiste in un laboratorio corale di durata annuale, realizzato in stretta collaborazione con l’Università Adulti e Anziani di Thiene. Il corso, rivolto a un’utenza over 60, offre l’opportunità di apprendere i rudimenti del fare musica insieme attraverso l’uso della voce. Durante gli incontri, viene dedicata una particolare attenzione alla consapevolezza corporea e alle tecniche di corretta respirazione. Il repertorio affrontato spazia da brani a una e due voci, attingendo sia alla tradizione colta che a quella popolare. In questo percorso la musica, nella sua declinazione più alta ovvero quella d’assieme, smette di essere solo arte e si trasforma in un potente strumento di socialità, aggregazione e inclusione.
Dichiara Nicoletta Panozzo, coordinatrice dell’Università AA/AA sede di Thiene: «Il laboratorio corale “Il tempo perfetto” ha avuto successo per le componenti che lo costituiscono: la competenza della docente Laura Fabris, la passione per il canto dei partecipanti, il desiderio di mettersi in gioco e di crescere, musicalmente e culturalmente. Un laboratorio che ha unito le persone, fatto emergere talenti e consapevolezza delle proprie capacità, creato legami e sintonie, dimostrando che un progetto, per diventare realtà, ha bisogno di sinergia, coinvolgimento, disponibilità, e di coraggio, perché il gruppo si è anche esibito in pubblico con un saggio finale».
La terza realtà in cui l’Istituto ha realizzato una significativa sinergia è Il Melograno. Il Centro Diurno per anziani ha, infatti, recentemente ospitato un ciclo di incontri dedicato alla riscoperta dei canti della tradizione veneta. Questo percorso musicale ha permesso agli ospiti di intonare le melodie della loro infanzia, trasformando il canto in un potente filo conduttore tra passato e presente. Oltre a offrire un’occasione di svago e di serena convivialità, l’iniziativa ha rappresentato un importante stimolo per le doti cognitive, riattivando la memoria emotiva e storica dei partecipanti. Cantare insieme è diventato così un modo prezioso per stare in compagnia, combattere l’isolamento e valorizzare le radici culturali del nostro territorio.
Dichiara la docente Laura Fabris: «Come titolare di questi percorsi provo una profonda soddisfazione nel vedere l’impatto che la musica d’assieme ha sulla vita delle persone. Sia nel laboratorio annuale con l’Università Adulti e Anziani, sia negli incontri al Centro Diurno Il Melograno, ho visto la voce trasformarsi in uno straordinario ponte di comunicazione. L’alto valore sociale di questi progetti sta proprio qui: nel vedere la musica che diventa inclusione, stimolo cognitivo e benessere, restituendo dignità e gioia attraverso il ricordo e la consapevolezza del proprio corpo. Cantare insieme non è mai solo un esercizio artistico, ma un modo potente per combattere l’isolamento e creare una vera comunità».
Anche altre realtà hanno creduto in questi progetti con il loro supporto, confermando il valore delle sinergie tra istituzioni, realtà del territorio e mondo socio-assistenziale nel promuovere iniziative innovative a favore delle persone fragili, delle loro famiglie e dell’intera comunità.