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Monte di Malo. Alla sbarra ‘la Vecia’. La satira brucia tutto: anche i peccati del paese

C’è un momento, a Monte di Malo, dove il tempo sembra essersi fermato. Dove la comunità si guarda allo specchio e, cosa più interessante, dove la satira popolare è ospite gradita. Un rito collettivo, nato nel dopoguerra tra le case della contrada Martini, quando la gente aveva poco ma aveva tutto: voglia di stare insieme e di raccontarsi. E’ il momento del tradizionale ‘Processo alla Vecia Fila’, celebrato quest’anno per la 47ª volta e che torna venerdì 27 e sabato 28 marzo. La regia è quella della Pro Loco, ma il copione lo scrive il paese intero.

Due giorni di eventi tra cultura e tradizione
Si parte venerdì 27 marzo, al teatro parrocchiale. Alle 20.30 al teatro parrocchiale ‘Aspettando la Vecia’: serata dedicata a canti e memorie delle filande con il Coro Kalianthos diretto da Stefania Lanaro.
Poi arriva il sabato 28 marzo. E qui Monte di Malo cambia pelle. Alle17 è prevista l’apertura della mostra didattica ‘Tra bachi, seta e filande’, realizzata dai bambini della scuola primaria e secondaria, dedicata al percorso della bachicoltura e alle antiche tradizioni del lavoro tessile. Alle 18.30 apriranno gli stand gastronomici con panini con cosciotto allo spiedo, gnocchi, patatine fritte, fritole dolsi e buona birra.

E poi, alle 19.30, entra lei. La Vecia. Accompagnata dagli alunni delle scuole e dalla Corte al completo, la Vecia verrà condotta alla sbarra, mentre seguiranno esibizioni delle scuole elementari e medie.

Il processo satirico e il falò finale. Il momento centrale della serata sarà alle 20.30, con il 47° Processo alla Vecia Fila, rappresentazione satirica in dialetto che mette in scena, con ironia e spirito goliardico, fatti e ‘misfatti’ dell’anno trascorso legati alla vita locale e all’attualità. Ma anche gli eventi del mondo. A seguire si terrà l’esecuzione della sentenza con la tradizionale condanna al rogo della Vecia, il grande falò che chiuderà la manifestazione tra suggestione e partecipazione collettiva. Secondo la tradizione popolare, il guizzare delle fiamme può essere interpretato come segno o presagio per l’anno a venire.

Sottoscrizione a premi e festa per tutti
Durante la serata è prevista anche l’estrazione live della sottoscrizione a premi, un momento molto atteso che contribuirà a rendere ancora più coinvolgente l’evento. Il Processo alla Vecia Fila si conferma così non solo come spettacolo di teatro popolare, ma come vera festa di comunità, capace di valorizzare identità, tradizioni e socialità. Un appuntamento imperdibile per chi desidera vivere l’atmosfera autentica delle tradizioni dell’Alto Vicentino.

di Redazione AltovicentinOnline

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