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Nastro Azzurro protagonista a Schio. Richiama una storia che ancora pesa

Tra storia e presente. Così Schio ha accolto la visita del Segretario Generale del Nastro Azzurro, Primo Luogotenente Domenico Caccia. Ricevuto dal sindaco Marigo e dall’assessore alla Cultura Gianesini, Caccia ha ribadito il legame profondo tra l’Istituto e una comunità che dal 1984 figura nel ruolo d’onore del sodalizio. Un riconoscimento che non resta sulla carta, ma si traduce in una collaborazione continua e concreta tra amministrazione e sezione locale.

Lo scambio di doni,  il crest dell’Istituto consegnato al sindaco e il volume su Schio accompagnato dal gagliardetto cittadino, ha assunto il valore simbolico di un rapporto consolidato. Accanto al segretario generale, erano presenti il presidente della sezione scledense, Tenente Colonnello Medico Francesco Motteran, il vicepresidente Primo Maresciallo Andrea Motta, il coordinatore regionale Graziano Maron e monsignor Ezio Busato, generale di Brigata dell’Ordinariato Militare.

La rinascita della sezione di Schio
La sezione di Schio, intitolata al Tenente Pilota Armando Mori, porta con sé una storia di interruzioni e rinascite. Dopo la sua scomparsa era rimasta chiusa per diversi anni, fino alla ricostituzione nel 2014. Da allora ha ripreso vita con trentotto soci, una sede di prestigio in una delle torrette di Palazzo Fogazzaro e un’attività che va ben oltre le cerimonie: dalla protezione civile ai corsi di primo soccorso, dall’ordine pubblico alle raccolte fondi per il Centro Aiuto alla Vita.

“Siamo grati di avere una sede prestigiosa e di sentirci a casa nostra in questa città-ha sottolineato Motteran-Quando l’amministrazione comunale ci chiama, noi cerchiamo di esserci sempre. Questa collaborazione è fisiologica: il Comune è socio d’onore dell’Istituto del Nastro Azzurro, e questo non è solo un titolo ma un rapporto vivo, che si misura nei fatti”.

Una pagina dolorosa della storia
La giornata si è conclusa a Palazzo Toaldi Capra con un momento aperto alla cittadinanza: la presentazione del volume ‘La colonna Gamucci e la foiba di Kremenar’ di Antonio Magagnino, Primo Luogotenente dei Carabinieri in congedo, con l’introduzione del Generale Raffaele Vacca.  “Schio è città decorata al Valor Militare e il suo legame con l’Istituto del Nastro Azzurro affonda le radici in questa storia. La visita del Segretario Generale Caccia, che ringrazio, è un riconoscimento che onora l’intera comunità e conferma la vitalità di una sezione che, dalla sua ricostituzione, ha saputo essere presente nella vita della città-ha sottolineato il sindaco Cristina Marigo-

La presentazione del libro sulla foiba di Kremenar e la colonna Gamucci aggiunge un tassello prezioso restituendo alla memoria collettiva pagine dimenticate è un atto di rispetto verso chi ha servito la Patria e non ha avuto il riconoscimento che meritava”. Il volume ricostruisce una delle pagine più dolorose e meno raccontate del secondo dopoguerra italiano: l’eccidio di 111 Carabinieri Reali della colonna guidata dal Colonnello Giulio Gamucci, avvenuto in Albania dopo l’8 settembre 1943 per mano di partigiani comunisti albanesi.

di Redazione AltovicentinOnline

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