L’Alto Vicentino non è una destinazione da visitare in fretta, come fa qualche turista erroneamente. È un territorio da attraversare con curiosità, lasciandosi guidare dalle sue montagne, dai suoi musei, dai suoi paesaggi industriali e dai suoi sapori. Perchè ogni luogo racconta una storia. Ogni sentiero conduce a un panorama diverso. Ogni borgo conserva una memoria da riscoprire. E poi ci sono Thiene e Schio, due città, le più importanti dell’Alto Vicentino, che sono promosse poco, ma racchiudono tanto. The Guardian, giornale autorevole e di prestigio internazionale, ha menzionato questi territori consigliandoli per pace e tranquillità, oltre che per bellezza.
La varietà, unita a un forte senso di identità, a rendere l’Alto Vicentino uno dei territori più affascinanti e autentici del Veneto.
Ci sono territori che si visitano e altri che si vivono. L’Alto Vicentino appartiene a questa seconda categoria: un mosaico di paesaggi, borghi, montagne e testimonianze storiche che raccontano una terra operosa, capace di custodire il proprio passato e, allo stesso tempo, di guardare al futuro. Tra la pianura vicentina e le Prealpi si snoda un itinerario ricco di sorprese, dove la memoria della rivoluzione industriale convive con i sentieri della Grande Guerra, le ville venete con le malghe d’altura, i festival culturali con i prodotti della tradizione.
Schio, la città che inventò la “Manchester d’Italia”
Il viaggio inizia a Schio, città simbolo dell’industrializzazione italiana. La sua Fabbrica Alta, costruita nel 1862 per volontà dell’imprenditore Alessandro Rossi, è ancora oggi uno degli edifici di archeologia industriale più imponenti d’Europa. Le sue mura raccontano un’epoca in cui innovazione, lavoro e progresso trasformarono profondamente il territorio.
Attorno alla fabbrica si sviluppò una vera città ideale del lavoro: quartieri operai, scuole, asili, giardini, servizi sociali e spazi pubblici che ancora oggi costituiscono un patrimonio urbanistico e culturale unico. Il Giardino Jacquard, con il suo elegante pergolato e il teatro all’aperto, rappresenta il volto più raffinato di questa visione imprenditoriale.
Negli ultimi anni la Fabbrica Alta è diventata anche un luogo di cultura contemporanea, ospitando festival, mostre, concerti ed eventi che restituiscono nuova vita a uno dei simboli dell’identità vicentina.
Il Pasubio, la montagna della memoria
Pochi luoghi raccontano la storia del Novecento come il Monte Pasubio. Teatro di alcuni tra i più duri combattimenti della Prima guerra mondiale, conserva ancora oggi trincee, fortificazioni e percorsi militari.
Tra questi spicca la celebre Strada delle 52 Gallerie, uno dei cammini più spettacolari delle Alpi. Scavata nella roccia tra il 1917 e il 1918 dall’Esercito Italiano, permette ancora oggi di raggiungere le quote più elevate attraversando gallerie, pareti verticali e panorami mozzafiato.
Ogni estate migliaia di escursionisti percorrono questo itinerario che unisce natura, storia e memoria, trasformando un’antica via militare in uno dei simboli del turismo lento italiano.
Il Monte Summano, balcone sull’Alto Vicentino
Se il Pasubio rappresenta la memoria, il Monte Summano è il simbolo spirituale e paesaggistico dell’Alto Vicentino. La sua sagoma domina la pianura ed è visibile da decine di chilometri di distanza.
La salita verso la vetta attraversa boschi, prati e sentieri ricchi di biodiversità fino a raggiungere uno dei punti panoramici più suggestivi del Veneto. Da qui lo sguardo spazia dalle Piccole Dolomiti alla pianura, regalando un colpo d’occhio che racconta tutta la varietà del territorio.
Ville, castelli e borghi
L’Alto Vicentino conserva anche un importante patrimonio artistico.
Il Castello di Thiene, ancora abitato dalla famiglia proprietaria, è uno degli esempi più raffinati di dimora signorile del Quattrocento veneto, con saloni affrescati, giardini e antiche scuderie.
A Lugo di Vicenza si trova invece Villa Godi Malinverni, la prima villa progettata da Andrea Palladio. Le sue sale decorate e il grande parco testimoniano l’inizio di quella rivoluzione architettonica che avrebbe reso celebre il Veneto in tutto il mondo.
Anche piccoli centri come Marostica, Breganze, Piovene Rocchette e Santorso contribuiscono a raccontare l’identità dell’Alto Vicentino con pievi, palazzi storici e tradizioni ancora vive.
La natura protagonista
Per gli amanti dell’outdoor, il territorio offre infinite possibilità.
L’Oasi Rossi di Santorso è un’oasi verde dedicata all’educazione ambientale e alla biodiversità, mentre il Buso della Rana, a Monte di Malo, è il sistema carsico più esteso del Veneto, meta di speleologi provenienti da tutta Europa.
Le Piccole Dolomiti, il Pasubio, il Novegno e l’Altopiano dei Sette Comuni offrono inoltre centinaia di chilometri di sentieri per trekking, mountain bike, arrampicata e ciaspolate, trasformando l’Alto Vicentino in una destinazione ideale durante tutto l’anno.
L’anima montana dell’Alto Vicentino
L’Altopiano dei Sette Comuni rappresenta uno dei territori montani più affascinanti del Veneto, un luogo dove natura, storia e tradizioni convivono in perfetto equilibrio. Situato nella parte settentrionale della provincia di Vicenza, comprende i comuni di Asiago, Gallio, Roana, Rotzo, Foza, Enego e Lusiana Conco. Con i suoi vasti boschi, pascoli e malghe, offre paesaggi che cambiano con le stagioni e attirano ogni anno escursionisti, ciclisti e appassionati di sport invernali. L’altopiano è anche uno dei principali luoghi della memoria della Prima guerra mondiale, con forti, trincee e sacrari che raccontano una pagina fondamentale della storia italiana. Oggi l’Altopiano dei Sette Comuni è una destinazione capace di coniugare turismo sostenibile, cultura, attività all’aria aperta e autenticità, offrendo ai visitatori un’esperienza che va ben oltre la semplice vacanza in montagna.
Sapori che raccontano il territorio
Visitare l’Alto Vicentino significa anche scoprirne i sapori. Sull’Altopiano domina il formaggio Asiago DOP, mentre nelle colline di Breganze si producono vini apprezzati a livello internazionale, come il Torcolato e il Vespaiolo. Le malghe propongono burro, formaggi e salumi artigianali, mentre ristoranti e agriturismi reinterpretano la cucina tradizionale con prodotti a chilometro zero.
Un territorio che guarda al futuro
L’Alto Vicentino non vive soltanto di storia. Negli ultimi anni il territorio ha investito sempre più nella cultura e nella valorizzazione del proprio patrimonio.
Festival musicali, eventi artistici, manifestazioni sportive, rassegne teatrali e iniziative dedicate alla sostenibilità animano durante tutto l’anno città e paesi, coinvolgendo cittadini e visitatori. Luoghi storici come la Fabbrica Alta diventano spazi per la creatività contemporanea, mentre percorsi ciclabili e cammini valorizzano un turismo lento e rispettoso dell’ambiente.
Questa capacità di coniugare tradizione e innovazione rappresenta forse il tratto più autentico dell’Alto Vicentino: un territorio che non smette di evolversi, ma che continua a riconoscersi nelle proprie radici.
di Redazione AltovicentinOnline
Turismo. La provincia di Vicenza gettonatissima per storia e tranquillità – AltoVicentinOnline