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Piovene Rocchette. Dalla passione per i fumetti alle collaborazioni internazionali: Stefano Boriero e l’arte dell’inchiostrazione. L’intervista

Dalla lettura dei fumetti da bambino alle collaborazioni con editori americani, passando per notti insonni dedicate alla china e alla costruzione paziente di uno stile personale. È questo il percorso artistico di Stefano Boriero, protagonista della mostra “Volumi d’Arte”, ospitata nei locali della Biblioteca comunale di Piovene Rocchette. Un’occasione per il pubblico di scoprire da vicino un lavoro spesso invisibile ma fondamentale: quello dell’inchiostratore di fumetti.

La passione per la cosiddetta “nona arte” nasce molto presto. «Fin da piccolo ho sempre letto molto, sia libri che fumetti — racconta Boriero — dai classici Topolino al Giornalino». Tra i ricordi più vivi, l’innamoramento per PK, versione più matura di Paperinik, e per i fumetti Marvel trovati in edicola. Con l’adolescenza arrivano i primi acquisti autonomi e una frequentazione sempre più assidua di questo mondo.

La svolta arriva con il primo incarico ufficiale, quando la passione inizia a trasformarsi in possibilità concreta. «Quando l’ho terminato ho capito che potevo davvero conciliare tutto». Una sfida complessa: di giorno impiegato, di sera artista. «Dopo aver messo a letto i bambini mi dedico ai fumetti fino a notte fonda». Un equilibrio costruito grazie alla quiete notturna, che diventa spazio creativo e momento di concentrazione.

Figura spesso poco conosciuta, l’inchiostratore interviene dopo il disegno a matita, definendo il tratto e lavorando su luci, ombre e profondità. Il suo contributo è determinante per la resa finale della tavola. «L’inchiostrazione dà profondità al disegno — spiega Boriero — e separa i livelli della vignetta attraverso contrasti e variazioni di spessore, creando tridimensionalità».

Formazione e identità stilistica

La scelta del bianco e nero prende forma durante gli studi alla Scuola Comics di Padova, dove Boriero approfondisce il lavoro su contrasti e ombre. «Ho sempre preferito il bianco e nero al colore», afferma. Il suo stile nasce dall’incontro tra influenze orientali, essenziali e sintetiche, e una costruzione del disegno più tipicamente occidentale.

Il percorso non è privo di ostacoli. In Italia, la figura dell’inchiostratore è ancora poco diffusa e gli inizi richiedono determinazione: portfolio da costruire, fiere da frequentare, contatti da cercare. «A un certo punto ho mollato — racconta — ma ho capito che dovevo migliorare e rimettermi in gioco». Un momento di pausa che si rivela fondamentale per la crescita. Oggi, con il digitale, la competizione è globale e sempre più intensa.

La svolta internazionale

Il 2022 segna un punto di svolta. Grazie ai social network, un editore americano nota i suoi lavori e lo contatta. Da lì nascono collaborazioni internazionali che proseguono tuttora. «Il mercato statunitense è molto diretto: si parla subito di tariffe e tempistiche e, se si trova un accordo, si inizia a lavorare».

La mostra “Volumi d’Arte”

L’esposizione offre una panoramica completa del suo percorso creativo. In mostra tavole di esercizio, lavori pubblicati e progetti in corso. Particolarmente significativo il percorso che illustra le tre fasi della realizzazione di una tavola: matite, inchiostrazione e colori.

Tra le opere più rappresentative, Boriero cita le tavole di The Girl With Nine Tales vol. 5 e un’illustrazione di Soulfire di Mike Debalfo, autore che continua a ispirarlo.

Esporre nel proprio territorio è un’emozione speciale. «Adoro parlare con le persone e raccontare il mio lavoro», confessa l’artista, che incontrerà il pubblico il 17 aprile alle  18.

Intanto il futuro è già in costruzione: un volume di 48 pagine e nuovi progetti in fase preliminare. Ai giovani che sognano di entrare nel mondo del fumetto, Boriero lascia un messaggio chiaro: «Non perdetevi d’animo se i risultati non arrivano subito. Continuate a lavorare: è ancora un settore in cui il talento viene premiato».

Letteria Cavallaro

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