Da anni, l’ultima domenica di luglio a Posina non è una semplice ricorrenza. È il giorno in cui una valle intera rallenta il passo per salire verso il Monte Majo, dove il silenzio parla più delle parole. Lo ha fatto anche ieri, domenica 26 luglio, rinnovando una tradizione che unisce memoria, fede e riconciliazione, ricordando i circa tremila caduti della Val Posina e trasformando un antico campo di battaglia in un luogo di pace.
La cerimonia, promossa dall’amministrazione comunale insieme alle associazioni combattentistiche e d’arma del territorio, ha preso il via alle 9.30 davanti al municipio, dove autorità civili, rappresentanti delle associazioni e cittadini si sono ritrovati per dare avvio alle commemorazioni. Il momento più intenso davanti alla chiesetta della Madonna del Monte Majo, in località Cervi. Qui, tra il verde della montagna e il silenzio interrotto soltanto dalle note della cerimonia e dalla liturgia, è stata celebrata la santa messa in suffragio dei Caduti.

Poi il passaggio davanti al Cristo Mutilo, una statua danneggiata dalle schegge durante il primo conflitto mondiale e rimasta volutamente così com’è. Quel braccio mancante è diventato il simbolo delle ferite lasciate dalla guerra, ma anche della volontà di non dimenticare. Ogni anno, la breve sosta davanti al capitello rinnova un rito semplice, ma ricco di significato.
Il ricordo dei caduti è strettamente legato anche all’antico cimitero militare della valle, dove un tempo riposavano centinaia di soldati italiani e austro-ungarici. Negli ultimi anni il ritrovamento di alcuni reperti, tra cui un antico cippo funerario, ha riportato l’attenzione sulla storia di quei luoghi e sul sacrificio di migliaia di uomini che combatterono lungo il fronte del Pasubio e del Monte Majo. Tra i partecipanti anche una delegazione dei Tiroler Kaiserjäger, con le storiche uniformi dell’esercito imperiale, simbolo di quella riconciliazione che da anni accompagna la commemorazione dei caduti italiani e austro-ungarici.

La mattinata si è conclusa con un momento conviviale presso gli impianti sportivi del paese, dove la Pro Loco di Posina ha allestito il tradizionale stand gastronomico. Un finale semplice, quasi familiare, che ogni anno accompagna la conclusione della commemorazione e restituisce il senso più profondo della giornata: una comunità che si ritrova, ricorda il proprio passato e affida alla memoria collettiva il compito di custodire il valore della pace.
di Redazione AltovicentinOnline