Trema il mondo delle Pro loco e in Veneto rischiano di sparire eventi storici come la Fiera dell’Oca di Mirano, la Festa del Cavallo di Legnaro o la manifestazione Fiore d’Inverno, legata al radicchio di Treviso. Questo perché le Pro loco, quelle che sono “l’anima dei nostri Comuni e il motore pulsante delle nostre tradizioni, oggi rischiano la paralisi a causa di una nuova legge, che le equipara a vere e proprie società a scopo di lucro. La Regione Veneto deve scendere in campo con forza, perché non si può scaricare tutto il peso della gestione di questa crisi sulle spalle dei sindaci e delle amministrazioni locali, che sono già sotto pressione e stanno facendo il possibile per tenere in vita i servizi nei territori”. L’allarme e l’appello lo lanciano il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Giovanni Manildo, e il consigliere trevigiano Paolo Galeano. Insieme, i due dem rilanciano il grido dall’Unpli Veneto: dall’1 gennaio, con l’entrata in vigore delle nuove norme del Codice del Terzo settore, molte Pro loco iscritte al Runts rischiano di perdere il regime forfettario e di essere classificate come enti commerciali. “È paradossale- dichiara Manildo- che la maggioranza, che ci narra sempre di identità e autonomia, non abbia preso delle contromisure mentre un carico di adempimenti amministrativi e tributari rischia di far sparire eventi storici”, tutte attività che però “non hanno scopo di lucro” dato che “ogni euro viene reinvestito nel territorio. Considerarle attività commerciali è un errore che colpisce l’architrave del nostro tessuto sociale. I Comuni sono già allo stremo e le amministrazioni locali stanno facendo i salti mortali per supportare il volontariato: la Regione non può restare a guardare”, insiste Manildo.
Galeano focalizza l’attenzione sulla situazione nell’area trevigiana: qui il sistema delle Pro Loco “è a un bivio”. Oggi serve un commercialista “anche per chi prima gestiva i conti in modo semplice. È l’effetto domino di una normativa che colpirà non solo l’aggregazione sociale ma intere filiere produttive, dal campo alla tavola”. E così, mentre il centrodestra “si professa territorialista solo a parole, nei fatti i volontari sono in difficoltà e pronti a incrociare le braccia. Chiediamo che la Regione attivi subito un tavolo di supporto tecnico per le 578 associate Unpli, affinché non una sola sagra debba chiudere i battenti a causa della burocrazia”. Secondo il Pd, è necessario “riconoscere le manifestazioni legate alla filiera del territorio come attività di interesse generale, garantendo così la defiscalizzazione necessaria per la sopravvivenza del volontariato veneto”, concludono i consiglieri dem. E’ preoccupata anche Sonia Brescacin (gruppo misto): le nuove regole per le Pro Loco “rischiano di far finire la festa. Anzi, le feste: quelle che le migliaia di volontari ogni anno in Veneto organizzano per animare i nostri Paesi. È davvero difficile immaginare un’estate in Veneto senza i tradizionali festeggiamenti e gli eventi delle Pro Loco. Le nuove regole fiscali, infatti, rischiano di mettere fuori gioco l’attività di queste associazioni. Senza contare che, a oggi, la mancanza di chiarezza da parte della Agenzia delle Entrate costringe le Pro Loco a brancolare, al momento, nel buio”.
Se poi costi o oneri burocratici dovessero risultare “troppo gravosi”, molte Pro loco “potrebbero decidere di cessare la propria attività. Le conseguenze non sarebbero marginali, non fosse altro perché le Pro Loco, oltre che un patrimonio di cultura e tradizioni, sono anche un baluardo sociale” e “le stesse comunità, con le iniziative delle Pro Loco, si tengono vive. La cancellazione della festa paesana di un piccolo borgo è il primo passo verso la sua scomparsa”, avvisa Brescacin. Per questo, “la vicenda della nuova fiscalità delle Pro Loco ha una rilevanza non solo burocratica, ma anche culturale e sociale” e Brescacin (che è in maggioranza) presenterà una mozione in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta di “attivarsi presso ogni sede e in ogni modo possibile per sostenere le Pro Loco. Sono convinta che, con buon senso ed equilibrio, si possa chiedere maggiore chiarezza burocratica: le Pro Loco devono essere considerate come attività di interesse generale. Non possiamo correre il rischio di perdere questo patrimonio di storia e tradizioni: è una parte del Veneto troppo importante”