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Schio celebra la storia della Carrozzeria Dalla Via: due giornate tra memoria e motori. Le foto

Sabato 21 e domenica 22 marzo, Schio ha fatto un tuffo nella propria storia industriale e culturale con un doppio appuntamento dedicato alla Carrozzeria Dalla Via, eccellenza storica dell’artigianato meccanico vicentino. A margine della mostra “Archivi Carrozzeria Dalla Via – L’Archivio ritrovato 1905/2008”, l’Historic Club Schio ha organizzato due giornate dense di eventi tra conferenze, esposizioni e rievocazioni d’epoca.

Un viaggio nella storia del trasporto pubblico italiano

Sabato pomeriggio, nelle sale di Palazzo Toaldi Capra, si è svolta la conferenza “Storia tecnica e stilistica dell’autobus italiano”, che ha visto riuniti autorevoli esperti del settore. Il presidente dell’Historic Club Schio, Carlo Studlick, ha introdotto gli ospiti: Lorenzo Boscarelli, presidente dell’Associazione Italiana per la Storia dell’Automobile (AISA); Danilo Castellarin, presidente della Commissione Storia e Musei ASI; Alfonso Di Fonzo, presidente della Commissione Veicoli Utilitari e Ricreazionali ASI; e i giornalisti storici Massimo Condolo, Simone Schiavi e Danilo Senna.

Gli interventi hanno ripercorso l’evoluzione dei mezzi pubblici di massa “a partire dagli omnibus trainati da cavalli fino ai primi torpedoni e agli autobus moderni, o come li conosciamo noi, le ‘corriere’”, hanno spiegato i relatori, sottolineando come questi veicoli “abbiano contribuito alla nascita del turismo di massa, permettendo di scoprire luoghi prima conosciuti solo attraverso le cartoline”.

Particolare attenzione è stata riservata agli autobus da turismo, simbolo di comfort e innovazione. “Non solo mezzi di linea, ma veri ‘pullman’ di lusso, sinonimo di viaggi lenti e condivisi, capaci di unire paesaggio e umanità”, hanno sottolineato gli esperti, ricordando il fascino delle avventure collettive d’altri tempi.

La parte più tecnica, curata dai giornalisti Condolo, Schiavi e Senna, ha approfondito l’evoluzione meccanica e stilistica dei veicoli: “dalla posizione dei motori – dapprima frontale, poi posteriore – all’abbassamento dei telai, fino allo sviluppo delle carrozzerie e degli interni sempre più confortevoli e curati”.

Omaggio alla Carrozzeria Dalla Via e ai suoi lavoratori

Domenica 22 marzo, la celebrazione si è spostata nella storica sede della Carrozzeria Dalla Via, oggi Ecor Acciai, in via Veneto. Qui si sono riuniti una quindicina di autobus realizzati dall’azienda scledense, accompagnati da ex dipendenti e appassionati.

Guidati da Riccardo Piazzo e Paolo Bicego, due ex operai della carrozzeria, i partecipanti hanno potuto visitare gli spazi oggi riconvertiti, ma ancora densi di memoria. “È stata una visita immaginaria e suggestiva – raccontano gli organizzatori – durante la quale molti ex dipendenti hanno avuto gli occhi lucidi ricordando la fabbrica e i colleghi di un tempo”.

Dopo la rituale foto di gruppo, gli autobus hanno sfilato fino a via Battaglion Val Leogra e piazza Alessandro Rossi, dove sono stati esposti al pubblico. L’iniziativa ha attirato anche due folte delegazioni dell’associazione inBUSclub Emilia-Romagna e una del club di appassionati del Trentino, giunte per ammirare dal vivo i mezzi storici della Dalla Via, veri gioielli della tecnica italiana.

Terminata l’esposizione, i partecipanti si sono ritrovati per un pranzo conviviale prima del rientro. “Ci auguriamo che questo raduno possa diventare un appuntamento fisso – hanno commentato gli organizzatori – soprattutto vista la giovane età di alcuni mezzi, che oggi possiamo considerare a tutti gli effetti delle youngtimer”.

La memoria industriale come patrimonio collettivo

L’iniziativa si inserisce nel contesto della mostra “L’Archivio ritrovato Carrozzeria Dalla Via – 1905/2008”, che resterà aperta fino a domenica 29 marzo. Un’esposizione che, come sottolineano gli organizzatori, “è divenuta segno del passato industriale di Schio, un bene degno di tutela, orgoglio per la qualità delle attività di ieri e occasione per riflettere sull’opera dei nostri nonni e padri”.

Più che una rievocazione nostalgica, quella di Schio è stata una vera lezione di memoria collettiva: un invito a riconoscere il valore del lavoro, dell’ingegno e della passione che hanno reso grande la tradizione meccanica veneta – e che, ancora oggi, continuano a guidare il futuro dell’artigianato e dell’industria locale.

 

 

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