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Schio celebra Pio Penzo. Un sentiero, undici tappe dentro il cuore della sua arte

Si chiama “Percorso Pio Penzo” e da domenica 31 maggio è percorribile tra le contrade di Piane di Schio: 7,3 km, undici tappe, undici incisioni dell’artista riportate nei luoghi in cui erano nate. Un modo per celebrare i cent’anni dalla nascita di uno degli incisori italiani più significativi del Novecento.

L’inaugurazione è alle o9.15 in Piazza di Piane e alle 10 partirà la passeggiata guidata con lo svelamento delle edicole e il commento delle opere. Il percorso è classificato come facile, con un dislivello di 293 metri e una durata stimata di circa due ore e mezza. Per orientarsi è disponibile una cartoguida con la mappa completa.

La partenza dalla piazza di Piane è già un momento speciale: ad accogliere i visitatori c’è il volto di Pio Penzo realizzato in rete metallica dagli artisti Gianni Cucovaz e Alessandro Pocaterra su idea di Ennio Santacatterina. La prima edicola è posta a contatto con l’imponente campanile eretto nel 1940. Da lì il percorso si snoda tra scorci di rara bellezza: la prima chiesetta di Piane eretta nel 1665, un bellissimo lavatoio in pietra al bivio dei “Bravi”, i boschi con le vedute sulle montagne circostanti. A Cogole, la contrada dove Penzo nacque, la terza edicola è collocata davanti alla sua casa natale. A Reghellini si può visitare un capitello dipinto dallo stesso Penzo. Il punto più alto è a Festaro; poi si scende verso Cengia, Castellaro, il cui nome rimanda a un castello medievale distrutto nel 1207, e Sessegolo, con i suoi panorami su Schio e la pianura vicentina. A Costalta la nona edicola offre una delle viste più suggestive: i tre campanili di Piane, Santa Maria e Sant’Ulderico allineati lungo una linea immaginaria tra cielo e terra. Il percorso si chiude attraverso la contrada Gorlini, passando accanto al piccolo cimitero dove riposa Pio Penzo, prima di tornare in Piazza Piane. Un cerchio, geografico e simbolico, che si chiude.

Undici tappe, undici incisioni, una cartoguida: domenica 31 maggio prendono il via le celebrazioni per il centenario della nascita dell’incisore scledense.  A giugno la grande mostra antologica al Lanificio Conte.

Il percorso è il primo atto di un programma che culminerà sabato 20 giugno con il convegno e l’inaugurazione della mostra antologica al Lanificio Conte dalle ore 17.00, con interventi del critico d’arte Siro Perin, dell’Accademico Olimpico Luca Trevisan e di Enzo Mastella. La mostra, aperta fino al 9 agosto (sabato e domenica, ore 10-13 e 16-19), presenterà circa 80 acqueforti che attraversano i grandi temi della ricerca di Penzo: i luoghi delle Piane, i boschi e la montagna, Venezia, la natura morta. In mostra anche alcune registrazioni audio in cui è la voce stessa dell’artista a raccontare la propria opera.

Commenta l’assessore alla cultura, Marco Gianesini: “Il centenario è l’occasione per riscoprire un artista che ha saputo guardare il territorio con occhi capaci di coglierne l’essenza più profonda. Pio Penzo non era un osservatore distaccato: era parte di quei luoghi e nelle sue incisioni quella profondità traspare con una forza che ancora oggi colpisce. Con questo percorso e con la mostra antologica vogliamo restituire Penzo alla città che lo ha formato, e offrire a tutti, residenti e visitatori, l’opportunità di camminare letteralmente nei luoghi che hanno ispirato la sua opera”.

Pio Penzo. Nato a Piane di Schio il 25 aprile 1926, Penzo si forma a Venezia con Mario Deluigi e all’Accademia con Cesco Magnolato. Ordinato sacerdote nel 1954, dedica la vita all’arte incisoria: una cinquantina di mostre personali, esposizioni in musei di oltre venti Paesi, dall’Europa al Giappone agli Stati Uniti. Muore a Vicenza il 18 luglio 1988, lasciando un corpus di opere in cui il paesaggio prealpino diventa linguaggio spirituale. Info: museocivico@comune.schio.vi.it — tel. 0445 691343 —www.museopalazzofogazzaro.it

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